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Politica

Pd: battute al vetriolo fra D’Alema e Franceschini

Di Redazione12 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Dario Franceschini e Massimo D'Alema

Dario Franceschini e Massimo D'Alema

ROMA — Che i due personaggi non si amino e non si siano mai amati è cosa nota. Ma rischia di invelenire il clima a poche settimane dalle primarie del Partito democratico il confronto a mezzo stampa fra Massimo D’Alema e Dario Franceschini.

“Bersani è l’uomo giusto per costruire il partito. Domenica non ha attaccato nessuno, ha criticato Berlusconi ma ha anche parlato di cose che servono all’Italia. Non ha mai litigato con nessuno, è uno che anziché seminare zizzania si occupa dei problemi degli italiani”, ha detto D’Alema in un’intervista con il blogger Diego Bianchi (Zoro) facendo riferimento all’appellativo «ominicchio» detto da Franceschini nei confronti di Berlusconi citando una definizione di Sciascia. «Se alle primarie dovesse vincere Franceschini si rischia un turbamento tra gli iscritti» ha proseguito D’Alema.

A stretto giro la riposta del segretario uscente Franceschini: “D’Alema è fantastico – ha detto ironizzando -, dice che se verrò eletto io gli iscritti se ne andranno dal Pd. Io rispondo che non è vero e lui dice che l’attacco».

Certo il “Massimino” non c’è andato leggero. Con il suo consueto sarcasmo D’Alema nell’intervista afferma che le critiche che vengono dall’interno del partito, sono “curiosamente” analoghe a quelle che arrivano dal centrodestra, e sono dettate “dalla stupidità”. “Il Pci era un partito serio. Non c’era questo qualunquismo». Il presidente della Fondazione ItalianiEuropei ha anche aggiunto: “Franceschini raccoglie quasi tutta la nomenklatura del partito: Marini, Rutelli, Fassino, Veltroni, persone carissime, tutti amici miei, ma vanno cambiate perché i risultati sono stati negativi. Non voglio fare lo scontro con Franceschini, non m’interessa. Ma è curioso che per andare sui giornali abbia bisogno di attaccare me. Forse questa è una delle ragioni per cui è meglio cambiare segretario”.

“Franceschini ci ha detto che serve più opposizione. Lui è stato il vicesegretario e poi il segretario di questo partito. Non abbiamo fatto abbastanza opposizione? Ci spieghi perché, non può venire lì a protestare. C’è un problema di accountability ha concluso D’Alema. L’ex premier, che sostiene Bersani, ha parole di stime anche per il terzo candidato alla segretaria del Pd, Ignazio Marino: “È il nuovo e porta nella competizione persone che forse non ci sarebbero state”.

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