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Politica

Convenzione del Pd: Bersani riapre all’Ulivo

Di Redazione12 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Pierluigi Bersani, il superfavorito alla segreteria del Pd

Pierluigi Bersani, il superfavorito alla segreteria del Pd

ROMA — “Bisogna riaprire il cantiere dell’Ulivo”. Lo ha detto ieri Pierluigi Bersani nel suo discorso alla convenzione del Partito democratico. Il congresso del centrosinistra è il preludio alle primarie del 25 ottobre che sanciranno il nuovo segretario del partito. Oltre a Bersani, il primo ad intervenire, sono in lizza per la segreteria anche il leader uscente, Dario Franceschini, e l’outsider Ignazio Marino.

l vincitore della prima fase del congresso indica le priorità per il partito: “Adesso abbiamo tre cose da fare- dice- rinnovare e rafforzare noi stessi, riaprire il cantiere dell’Ulivo con movimenti politici e civici disposti al dialogo con noi; lavorare per un quadro ampio di alleanze politiche. Noi non vogliamo fare da soli nè ci immaginiamo da soli nel futuro. Penso anzi che dobbiamo proporre già con il nostro congresso ampie alleanze democratiche e di progresso per le prossime elezioni regionali”.

“Il Pd – ha proseguito Bersani – giunge a questa politica di apertura con un profilo nostro, senza trattini o divisione dei compiti, con un nostro modo di rivolgerci a tutta l’area del centrosinistra e a quella parte dei ceti popolari che fino a qui hanno guardato a destra. Chi nel Pd pensasse di fare da solo lucrando qualcosa sulla divisione delle forze di opposizione se ne prenderebbe la responsabilità».

Bersani, che ha incassato il sostegno del segretario della Cgil Guglielmo Epifani («Voterò per lui») in apertura del suo discorso aveva rivolto un esplicito apprezzamento all’invito giunto da Romano Prodi «a risvegliare il paese».

Dario Franceschini, invece, ha spiegato che «oggi siamo un partito, nel senso più autentico della parola. Partito non è una parola di cui vergognarsi. È una parola che trasmette forza, che trasmette energia». «L’onore e l’orgoglio più grande è essere stati chiamati a servire il proprio partito quando tutto sembra perduto – ha detto l’esponente ex popolare -. Quello è il momento in cui fare un passo avanti per dire sono qua, ci proverò e ce la faremo a salvare il nostro partito».

Franceschini ha poi contestato l’azione del governo, e riferendosi al battibecco del premier con la Bindi ha commentato: «Berlusconi se offende Rosy e tutte le donne italiane è un ominicchio. E non è antiberlusconismo, ma dire la verità». Il segretario uscente ha poi bocciato nettamente l’ipotesi della nascita di un nuovo centro.

Ignazio Marino, ultimo dei tre candidati ad intervenire, ha detto che “il mio ruolo e di tutti coloro che mi hanno sostenuto qualunque sarà il risultato del congresso, è quello di contribuire a un rinnovamento radicale io credo che l’antipolitica sia da contrastare, ma dobbiamo iniziare da noi. Temo ancora oggi un partito che non decide e non incide, perchè troppi sono gli equilibri o gli equilibrismi dettati dalle correnti e dai personalismi».

La convenzione nazionale si è conclusa con l’elezione di due commissioni, una per la modifica dello Statuto, l’altra per il Codice etico. Le Primarie invece si svolgeranno tra due domeniche e coinvolgerannno iscritti e i simpatizzanti. Da qui arriverà il nome del nuovo segretario del Pd.

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