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Scuola

Cgil: cara Gelmini, un po’ di rispetto per i “bidelli”

Di Redazione11 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini

Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini

Nei giorni scorsi il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini lo ha detto chiaro e tondo: “Sono contraria al fatto che i bidelli non puliscano le scuole e si appaltino le pulizie all’esterno”. Sulla vicenda interviene, con stupore, il segretario provinciale della Flc-Cgil, Tobia Sertori. Ecco la sua versione sul funzionamento delle scuole italiane e in particolare di quelle bergamasche.

“L’ultima uscita del ministro Gelmini sui bidelli – dice Sertori – conferma che il nostro ministro dell’Istruzione non conosce affatto il funzionamento della scuola e chi ci lavora. Il fatto stesso di attaccare una figura professionale defininendoli “bidelli” e associandola solo alle pulizie, è sinonimo di ignoranza rispetto all’attività che i “collaboratori scolastici”, così si chiamano, fanno ogni giorno nelle scuole pubbliche”.

“Siamo d’accordo che gli appalti di pulizie nelle scuole non ci devono essere – prosegue Sertori -. La Cgil si è sempre detta contraria all’esternalizzazione dei servizi nella scuola perché non funzionano e costano e perché determinati servizi possono essere assolti solo con personale della scuola presente mattino e pomeriggio”.

“Sta di fatto che in provincia di Bergamo non esistono più appalti di pulizia se non in misura residuale (solo 6 appalti ad esaurimento secondo l’0Ufficio Scolastico provinciale). Si tratta di appalti ereditati dai Comuni e dalla Provincia nell’anno 2000 dopo il trasferimento del personale degli Enti Locali allo Stato. Tra l’altro, forse non tutti sanno che i collaboratori scolastici, oltre ad occuparsi delle pulizie, sono figure a cui è assegnata l’assistenza degli alunni disabili e la loro igiene personale, la cura dei bambini nelle scuole dell’infanzia, l’accoglienza degli alunni prima dell’inizio delle lezioni, la sorveglianza durante le lezioni. Sono, poi, addetti all’assistenza e vigilanza durante i pasti, incaricati di piccole riparazioni e manutenzioni ed effettuano interventi di primo soccorso. Tutto questo per meno di 1.000 euro al mese”.

“Forse il ministro – conclude Sertori – dovrebbe dire come faranno le scuole a garantire tutti i servizi e le funzioni che i collaboratori scolastici effettuano dopo che un suo decreto ha tagliato il 17 per cento dei posti di lavoro, mettendo a rischio la sicurezza e la sorveglianza dei minori. Signor Ministro un po’ di rispetto per i lavoratori della scuola”.

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