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Scuola

Oggi studenti in piazza contro la Riforma Gelmini

Di Redazione9 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Una manifestazione degli studenti

Una manifestazione degli studenti

Non è passato neanche un mese dalla prima campanella e gli studenti sono già in piazza. Oggi, venerdì, sciopereranno contro la riforma Gelmini con un corteo che partirà, come consueto, da piazzale Marconi. Nei giorni scorsi il Movimento studentesco ha diffuso un comunicato in cui presenta la sue rimostranze. Eccolo:

“Quest’anno le bocciature sono aumentate come non avveniva da anni, nella classi di alcune scuole hanno addirittura raggiunto picchi dell’80%, appare impossibile giustificare un simile incremento solo addossando la colpa agli studenti. È evidente che le riforme di questi anni hanno inciso in maniera fortemente negativa sul sistema scolastico.
I più colpiti sono gli studenti con difficoltà di apprendimento e gli immigrati. Le scuole non ricevono i fondi, promessi dal governo, per istituire corsi di recupero efficaci né si preoccupano di reindirizzare gli studenti con difficoltà in una particolare scuola mentre viene incentivata una politica di abbandono scolastico; infatti le bocciature rappresentano un costo solo se lo studente si riscrive a scuola, altrimenti sono un risparmio.
Il governo non concepisce più la scuola come un investimento per il futuro della nazione ma solo come una spesa da tagliare in tempo di crisi. Il problema è che mentre si tagliano 8,5 miliardi di euro all’istruzione, il governo spende 15 miliardi di euro per l’acquisto di 10 F35 caccia bombardieri.
La cosa assurda è che vengono spesi miliardi per sostenere guerre inutili e disumane (es. Afghanistan) mentre le istituzioni scolastiche – a causa dei mancati finanziamenti – scaricano sugli studenti e sulle loro famiglie i costi degli strumenti dei laboratori specialistici e delle fotocopie o gli fanno rischiare la vita perché le istituzioni non provvedono all’edilizia scolastica.
La riforma Gelmini non si limita a tagliare i fondi all’ istruzione, introduce anche una serie di cambiamenti che impoveriscono culturalmente e qualitativamente la scuola pubblica. L’aumento del numero degli studenti per classe determina che, noi studenti, ci troviamo in aule strette e al di fuori di ogni norma di sicurezza, e la didattica ne risente (è evidente la difficoltà di un professore ad insegnare a classi di 32 studenti invece che di 25). L’eliminazione di alcuni corsi professionali e di alcuni indirizzi e sperimentazioni, riduce la libertà e la possibilità di scelta. La drastica diminuzione delle ore di laboratorio nelle scuole artistiche e tecniche, reintroducono lo studio sterile e poco formativo dal punto di vista professionale. Inoltre la riforma prevista dal governo apre le porte ai finanziamenti dei privati, trasformando (per mezzo del decreto legge “Aprea”) le scuole in fondazioni private; ciò permetterà alle aziende di essere rappresentate in Consiglio di istituto, a scapito della rappresentanza di studenti e insegnanti, e di influire sulle scelte della scuola (programmi, libri di testo, orari). I presidi diventano manager, arrogandosi il diritto di gestire attraverso logiche di profitto economico le scuole come se fossero aziende sul mercato.
Gli insegnanti, sempre più precari, vengono assunti a chiamata diretta dei presidi ogni anno, eliminando la continuità didattica di studenti costretti a cambiare professore ogni anno.
Chiediamo una riforma completa della scuola, che la renda veramente pubblica:
– Ritiro dei tagli all’istruzione e riassunzione di tutti gli insegnanti precari;
-Sostegno economico agli studenti di famiglie colpite dalla crisi e finanziamenti per l’edilizia scolastica;
-Fermare la distribuzione di soldi alle scuole private;
– Reddito garantito per gli studenti (contributo economico e accesso gratuito ai servizi di mensa alloggi, trasporti).
Per la nostra dignità di studenti e di cittadini italiani, facciamo appello a tutti affinché scendano in piazza a manifestare il 9 ottobre a Bergamo (concentramento ore 9.30 stazione dei treni) che è solo il primo dei tanti appuntamenti di quest’anno che vedrà le strade di tutta Italia bloccate fino a quando il governo non sceglierà di cambiare rotta”.

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