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Cultura

“L’adorazione dei pastori” di Cades in mostra

Di Redazione9 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'adorazione dei pastori

L'adorazione dei pastori

Mentre l’Accademia Carrara si prepara al restauro, i capolavori già sistemati verranno esposti al pubblico nei prossimi mesi. Il primo appuntamento, a cura di M. Cristina Rodeschini, riguarda la presentazione del restauro dell’opera “L’adorazione dei pastori” di Giuseppe Cades. L’opera sarà esposta presso il Salone della sede centrale della Banca Popolare di Bergamo dal 12 ottobre al 15 novembre 2009.

Il progetto di allestimento è dello Studio Datei Nani, Bergamo. L’operazione, realizzata in collaborazione con Cobe Direzionale SpA, ha visto l’intervento conservativo condotto da Roberta Grazioli di Bergamo e diretto da Amalia Pacia della Soprintendenza per il patrimonio artistico, storico ed etnoantropologico di Milano.

La formazione di Giuseppe Cades (Roma, 1750-1799) avviene a Roma, dove frequenta gli ambienti francesi, grazie alle origini del padre. Nella capitale coltiva inoltre rapporti con la cerchia dei pittori nordici – tra loro Füssli e Sergel – che esprimono ricerche d’avanguardia, e con quella dei pittori veneti, richiamati dalla nomina di papa Clemente XIII Rezzonico. Ben introdotto nell’aristocrazia romana, collabora alla decorazione dei palazzi Ruspoli, Chigi e Altieri. Il capolavoro dell’artista restano le Stanze dell’Ariosto di Palazzo Chigi ad Ariccia, su incarico del principe Sigismondo Chigi. Nel 1786 diviene Accademico di San Luca.  Apprezzato da Giacomo Quarenghi,  ottenne diverse commissioni per la Russia, oltre a produrre opere per la Spagna e il Portogallo. Cades è stato un virtuoso nell’arte del disegno.

“L’adorazione dei pastori” è un’opera databile alla fine degli anni Ottanta del Settecento. Il presepe si ispira a una delle più celebri rappresentazioni di questo soggetto religioso ideata dal Correggio, maestro del Cinquecento italiano, comunemente chiamata La Notte, per la sua suggestiva ambientazione notturna. La richiama il taglio in diagonale del dipinto di Cades, ma soprattutto la focalizzazione dell’immagine sul Bambino Gesù che irradia una luce accecante. L’eleganza stilistica di questo dipinto della maturità dell’artista fa tesoro della più raffinata tradizione pittorica settecentesca, tanto da essere entrato nel 1982 nelle collezioni della pinacoteca con l’attribuzione a Pompeo Batoni (1708-1787), tra gli artisti più apprezzati del Settecento romano.

Il restauro ha consentito un’analisi puntuale della tecnica esecutiva. La tela è stata preparata al fine di ottenere una superficie liscia e levigata che permettesse di stendere il colore con pennellate fluide, mantenendo la brillantezza dei toni. Dopo aver delineato il disegno preparatorio l’artista ha operato nella definizione delle figure per successive stesure di colori chiari e corposi dagli impasti brillanti e accesi. La rimozione della ridipintura centrale ha consentito il riconoscimento di un vistoso pentimento nella parte centrale del dipinto, che prevedeva un puntello ligneo a sostegno del tetto della capanna, successivamente eliminato dallo stesso artista. Il restauro ha rimosso lo spesso strato di vernice ingiallita che ricopriva la superficie pittorica, così come i ritocchi puntuali alterati. Ha fatto inoltre raggiungere progressivamente planarità alla tela ed elasticità ai materiali.

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