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Cultura

Premio Nobel per la letteratura a Herta Mueller

Di Redazione8 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La scrittrice Herta Mueller

La scrittrice Herta Mueller

A sorpresa, il premio Nobel per la letteratura è stato assegnato alla scrittrice tedesca di origine romena Herta Müller. Praticamente sconosciuta in Italia, nata il 17 agosto 1953 a Nitchidorf, in Romania, figlia di contadini della minoranza tedesca degli svebi, la scrittrice, poetessa e saggista è nota nel resto d’Europa per la descrizione della dura vita sotto il regime comunista di Ceausescu.

Nel 1987 fuggì dalla Romania insieme al marito dopo essere stata licenziata nel 1979, faceva la traduttrice di tedesco, perché si era rifiutata di collaborare con la Securitate, la famigerata polizia segreta del regime. Dopo aver perso il lavoro, per guadagnare qualcosa faceva la maestra d’asilo e dava lezioni private di tedesco. Il suo primo libro stampato in Romania (Niederungen), ma scritto in tedesco, apparve solo in una versione censurata nel 1982.

Quando finalmente riuscì a ottenere dalla Securitate il dossier di 914 pagine che la riguardava, Herta Müller scoprì che veniva definita «un pericoloso nemico dello Stato da combattere». Il suo nome in codice non era più Herta, ma «Cristina» alla quale venivano addebitate «distorsioni tendenziose della realtà del Paese».

Attualmente Herta Müller vive a Berlino. Dal 1995 è membro dell’Accademia tedesca di letteratura. Il suo ultimo libro tradotto in italiano è “Il paese delle prugne verdi” (Keller editore 2008). Nella motivazione, l’accademia di Stoccolma dice che il premio è andato alla Müller perché con «con la concentrazione della sua poesia e la franchezza della sua prosa ha saputo descrivere il paesaggio degli spossessati».

Herta Müller è un’autrice di grande successo in Germania e in tutta Europa, dove prima del Nobel ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti. Nel 1994 ha vinto il Premio Kleist, nel 2003 il Joseph Breitbach e l’anno dopo il Konrad Adenauer. Nelle sue opere ha rappresentato gli aspetti più crudi del suo ambiente: la miseria e l’arretratezza culturale della minoranza tedesca del Banato svevo e della situazione politico-sociale della Romania, con un riferimento particolare alla disperata condizione delle donne costrette a subire oltre al giogo politico anche il ricatto sessuale che veniva comunemente praticato all’interno delle fabbriche, la rivolta che ha abbattuto il regime di Ceausescu, ma anche il disorientamento provato in seguito all’emigrazione in Germania.

Tra le sue opere tradotte in italiano “Una mosca attraversa un bosco dimezzato”. Quest’anno Herta Müller ha partecipato al Festival della letteratura di Mantova, ma in pochi avrebbero scommesso di trovarsi davanti al futuro premio Nobel per la letteratura.

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