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Bassa

Chiedeva il sussidio per l’affitto, ma in banca aveva 100mila euro

Di Redazione8 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gli uomini della Guardia di Finanza in azione

Gli uomini della Guardia di Finanza in azione

TREVIGLIO — Dichiarava di non possedere alcun reddito, tanto che il Comune gli aveva passato un sussidio per pagare l’affitto. Ma gli accertamenti effettuati dalla Guardia di Finanza gli hanno trovato oltre 100mila euro depositati in banca sul suo conto corrente personale. Protagonista dell’incresciosa vicenda un 45enne di Treviglio, denunciato per falso in atto pubblico, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

E dire che già in passato l’uomo aveva avuto problemi con la giustizia. E che attualmente risulta disoccupato, ma in possesso di una cifra – proveniente da un risarcimento assicurativo – che qualora dichiarato non gli consentirebbe certo di usufruire di alcun sussidio.

E’ solo uno dei molti casi al limite della truffa, scoperti dall’inizio dell’anno. I finanzieri della Compaglia di Treviglio ne hanno scovati altri 51 casi di indebita esenzione dai tcket sanitari. In sintesi, chi non arriva a un reddito alto, calcolato in base a regione, età del paziente, nucleo familiare e via dicendo, può acquistare farmaci e usufruire di prestazione gratuite. Invece, a quanto pare, in molti approfittano bellamente dell’autocertificazione, caricando indebitamente i loro acquisti sul sistema sanitario nazionale, ovvero sulla collettività.

La Guardia di Finanza effettua spesso controlli per accertare la veridicità delle dichiarazioni. E spesso nella rete restano molti pesci. Nel corso delle attività svolte dalla Compagnia di Treviglio, con la collaborazione dell’Azienda ospedaliera di Treviglio e Caravaggio, sono state scoperte così 51 persone che dichiaravano redditi inferiori alla soglia, mentre in realtà erano ben al di sopra. Ora saranno costretti a pagare una sanzione pari al doppio del ticket dovuto, per oltre cinquemila euro.

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