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Libri

“Il bambino e il leopardo” di Marco Venturi

Di Redazione6 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Nel Kashmir conteso tra India e Pakistan, sconvolto dalla ribellione islamica, si intrecciano le storie di Fabio, giornalista italiano esperto e disincantato, della giovane e colta Jaya e di Ajit, misterioso bambino in cerca di un futuro da condividere con un cucciolo di leopardo, nascosto nel bagagliaio di un’auto da una madre disperata.

Un romanzo potente, dove il richiamo della guerra e il profumo irresistibile del ”pezzo” che la racconta si fondono con un privato doloroso e senza risposte, nell’amara constatazione del fallimento della famiglia e nel rapporto incompiuto tra padri e figli, naturali e adottivi.

Marco Ventura, gia’ inviato nei teatri di crisi dell’intero pianeta, costruisce una struttura narrativa complessa che affianca cronaca e storia, incorniciate dai ghiacciai eterni e dall’aroma del te’ alla cannella, con il difficile dialogo tra culture e generazioni.

Il lungo viaggio da Shrinagar a Delhi, fino a Katmandu e poi a Roma, è un viaggio mentale oltre che fisico. Il viaggio di Ajit, figlio della guerra, che cerca un padre, e di Fabio che – mentre si trascina ”da una capitale all’altra, da un desiderio all’altro” – non riesce ad esserlo fino in fondo.

Un libro dove ciascun giornalista riconosce se stesso, ciascun viaggiatore ritrova il gusto dolceamaro del nomadismo culturale, ciascun lettore guarda rapito il Tai Mahal, il monumento piu’ famoso di tutta l’India, e si ritrae con orrore dal sangue dei morti di guerra. Ma anche da quello dei kamikaze islamici e dalla tragedia dell’11 settembre.

Ajit, intanto, cresce. Il bambino che voleva un cucciolo di leopardo sembra ormai irrimediabilmente conquistato alla causa della Jihad, nonostante la vita in Italia e contro la vita in Italia, diviso tra il rapporto con Fabio, padre adottivo che crede di comprenderlo e la complicita’ con la madre Jaya: affresco di una famiglia nata quasi per caso dall’incontro tra diversità lontane.

Sullo sfondo, appena tratteggiato, il mondo che teme l’11 settembre 2011, anniversario simbolo in cui papa Ratzinger compie un pellegrinaggio in Abruzzo. Un attentato riuscito a meta’ e la sorpresa finale, in un crescendo di attesa e di emozione.

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