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Atalanta, Conte difende le sue scelte: senza quei cambi avremmo perso

Di Redazione6 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Antonio Conte

Antonio Conte

BERGAMO – E’ lui che li allena, è lui che decide. Sempre pensando al bene della squadra, valutando le situazioni ed i momenti. In settimana e durante la gara. Antonio Conte si presenta in sala stampa con il solito atteggiamento cordiale ma deciso. Ogni domanda ha una risposta, ogni scelta una motivazione.

Conte, partiamo dal risultato. Soddisfatto del punto contro il Milan?
Questo risultato dobbiamo prenderlo e tenercelo ben stretto. Crisi o meno, abbiamo affrontato una squadra che ha giocatori importanti e quindi sono contento di quanto conquistato. Certo, l’espulsione di Radovanovic è stata decisiva, non ho la prova ma in parità numerica forse sarebbe finita diversamente.

Ceravolo per Tiribocchi, Caserta per Doni, Peluso per Valdes. Tre cambi che qualcuno ha definito rinunciatari. Rifarebbe ogni scelta?
Negli spogliatoi, tecnici e giocatori del Milan mi hanno fatto i complimenti per la gestione tattica della partita. I correttivi che ho apportato credo, anzi sono convinto, abbiano contribuito in maniera determinante al risultato. Con il 4-4-1 avremmo perso, è già successo in molte altre occasioni. Io faccio l’allenatore e ho studiato per diventarlo, credo in quello che scelgo e non ne sono pentito. Sono arrivato in una squadra a zero punti, adesso siamo sempre ultimi ed anche un pareggio non lo butto via. Se nel passato l’ambiente si è abituato bene, adesso è il momento di badare al sodo per risalire il più presto possibile.

In attesa di vedere l’Atalanta di Conte. Quanto tempo crede possa servire?
Penso che ci sia un gruppo con cui fare bene. Voglio togliermi delle soddisfazioni attraverso il gioco, però non posso pensare a quanto siamo belli restando troppo indietro. Ci vorrà lavoro, lavoro e ancora lavoro: ogni settimana miglioreremo ma non riesco a dire quando saremo pronti. Ricordo a tutti che contro Catania, Chievo e Milan abbiamo dovuto affrontare una situazione di totale emergenza: ogni volta un reparto piuttosto che un altro era in difficoltà. Eppure non abbiamo mai perso, smuovendo finalmente la classifica.

La scelta di Radovanovic ha stupito tutti. Contento per la sua prova o deluso per l’espulsione?
E’ un giocatore con grandi margini di miglioramento, l’ho visto bene e gli ho dato un’opportunità. Rocchi è stato fiscale, lui deve essere meno irruento. Per questa volta passa, la prossima sarò severo: le ingenuità in serie A si pagano a caro prezzo.

Qualcuno inizia a dire che Acquafresca se non gioca a gennaio partirà…
Non credo a questa possibilità. E’ un giocatore molto bravo, adesso si trova ad affrontare questa situazione difficile dal punto di vista psicologico. Deve lavorare e migliorare, tutti quanti durante questa sosta e nel resto della stagione dovranno spingere al massimo. Siamo in fondo e dobbiamo risalire, tutti insieme.

In questi quindici giorni ha già avuto modo di valutare il gruppo e pensare ad eventuali correttivi?
Qualcosa ho visto ma è troppo presto. Ferreira Pinto, Barreto, il miglior Doni ed Acquafresca sono tutti nomi di ragazzi che non ho ancora potuto valutare attentamente. Andiamo avanti partita dopo partita, settimana dopo settimana e pensiamo solo a migliorare.

Ferreira Pinto come sta?
Deve mettersi in testa che il ginocchio ora è ok. Ha avuto uno stiramento al soleo della gamba destra, è un mulo metaforicamente parlando. Non si tira mai indietro nel lavoro, adesso sembra sia ok ma dobbiamo valutarlo.

Ultima domanda, una curiosità: ci sono delle casse acustiche in campo, qualche festa in vista?
Festa? Ci penseremo a tempo debito. Abbiamo in programma dei test fisici, quello si chiama “Yo-Yo”. Venti metri avanti e indietro, tempi e ritmi scanditi da una voce guida. I giocatori dovranno dare tutto quello che hanno, la verifica termina quando uno non ce la fa più.

Dopo la conferenza, i giornalisti presenti sono stati invitati sul campo a seguire questo misterioso test atletico. Risultato? Un massacro. Mezz’ora di ripetute continue avanti e indietro, tempi di recupero strettissimi e acido lattico fin sopra i capelli. Forza ragazzi, è durissima ma la strada per risalire passa da qui.

Fabio Gennari

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