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Politica

Il governo si sente accerchiato. Feltri: aria di golpe

Di Redazione5 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Umberto Bossi e Silvio Berlusconi

Umberto Bossi e Silvio Berlusconi

ROMA — Obiettivo difendere il premier dagli attacchi incrociati dell’opposizione. Il Pdl fa quadrato attorno a Silvio Berlusconi, dopo la sentenza sul maxi-risarcimento da 750 milioni dovuti dalla Fininvest alla Cir di De Benedetti, e alla vigilia della sentenza della Corte Costituzionale sul lodo Alfano (attesa per mercoledì). Secondo i ministri Bondi e La Russa il primo ministro sarebbe oggetto “un attacco concentrico dei poteri forti” che puntano a far cadere il governo.

Per questo lanciano la proposta di una grande manifestazione di piazza di sostengo al premier. Ma non è l’unica ipotesi ventilata negli ambienti della maggioranza. La Lega, infatti, ha avanzato l’ipotesi di andare a elezioni anticipate. Lo ha detto al Corriere della Sera il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. “Sarebbe un modo per dare una lezione ai “viscidoni” che anche all’interno del governo mantengono ambigue connivenze con i poteri forti” ha detto il ministro bergamasco.

Se Calderoli attacca, Bossi frena. “Non penso che si andrà a votare” ha detto il leader del Carroccio “ma in ogni caso la Lega è pronta”. Alla domanda se ci sia un complotto contro Berlusconi, il ministro per le Riforme replica: “È un problema di mafia. Abbiamo fatto leggi fortissime contro la mafia, quindi il rischio era che se la pigliassero con Berlusconi. Le prostitute le muove la mafia”.

Alla questione dedica ampio spazio anche il Giornale dell’altro bergamasco Vittorio Feltri. Alla foto di un premier pensieroso, il giornale accoppia un titolo più eloquente: “Questo è un golpe. Difendiamoci”.

“Berlusconi – scrive il direttore nel suo editoriale – è stato attaccato al portafogli affinché capisca con le cattive ciò che non ha afferrato con le buone: deve abbandonare la politica”. “Berlusconi – scrive sempre Feltri – ha tenuto duro su tutta la linea ed ora deve versare 750 milioni di euro per la vicenda del Lodo Mondadori: la qual cosa significa ammazzare Mondadori, Fininvest, e ferire a morte Mediaset”.

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