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Bergamo

Il giudice condanna gli ultrà arrestati a un anno e 6 mesi, più Daspo di tre anni

Di Redazione3 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La celere allo stadio (immagine di repertorio)

La celere allo stadio (immagine di repertorio)

updated BERGAMO — Il pubblico ministero aveva chiesto otto mesi di reclusione. Il giudice, per lanciare un segnale chiaro e forte, li ha raddoppiati e oltre. A.M., 34 anni di Seriate, e G.V., 30enne di Bergamo i due ultrà che si trovano agli arresti domiciliari dopo gli incidenti che hanno preceduto la partita Atalanta-Catania, sono stati condannati a un anno e sei mesi.

Ritenendoli colpevoli di tutti i reati a loro ascritti, il giudice ha comminato loro anche un Daspo – ovvero il divieto ad assistere a partite di serie A, B e Coppe europee – di tre anni. I due avranno l’obbligo di firma durante le partite negli uffici della polizia giudiziaria.

Respinta la richiesta del difensore (chiedeva il rito abbreviato) di assoluzione per entrambi e la revoca degli arresti domiciliari. I due ultrà sono stati ritenuti socialmente pericolosi e con il rischio di reiterazione di reati simili. Pertanto resteranno agli arresti domiciliari in attesa che la condanna diventi definitiva.

Sulla loro le accuse di rissa, danneggiamento e lancio di oggetti durante manifestazioni sportive. Il terzo fermato durante il turbolento pre-partita, un giovane di 27 anni di Almenno che aveva già ricevuto il divieto d’accesso alle manifestazioni sportive, era stato denunciato a piede libero.

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