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Politica

Pd, la maggioranza degli iscritti preferisce Bersani: 56 per cento

Di Redazione1 ottobre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Pierluigi Bersani ha ottenuto la maggioranza delle preferenze degli iscritti al PD

Pierluigi Bersani ha ottenuto la maggioranza delle preferenze degli iscritti al PD

ROMA – Pierluigi Bersani ha il 56,5 per cento dei voti dopo che hanno votato l’82 per cento degli iscritti ai circoli del Pd. Mentre a Dario Franceschini sono andati il 35,8 per cento dei consensi e a Ignazio Marino il 7,6 per cento (supera così il quorum del 5 necessario per partecipare alle primarie). Lo annuncia la Commissione nazionale per le elezioni primarie del 25 ottobre. Al voto ha partecipato il 56,9 per cento degli iscritti aventi diritto sui circoli che hanno già comunicato i risultati.

La Commissione nazionale , si legge in una nota, rende noti i risultati relativi a 6.095 congressi che hanno interessato 675.705 iscritti pari all’81,9 per cento del totale nazionale degli iscritti al Partito Democratico. Si tratta dei risultati trasmessi, alla data di oggi, dalle organizzazioni locali del Pd. Hanno votato 385.117 degli aventi diritto, e i voti validi sono stati 382.605.

Bersani ha ottenuto 216.130 voti pari al 56,5 per cento. Dario Franceschini 137.172 voti pari al 35,8 per cento e Ignazio Marino 29.303 voti pari al 7,6 per cento. “Questi dati – prosegue la Commissione – confermano una straordinaria partecipazione delle iscritte e degli iscritti che per la trasparenza, la qualità democratica del dibattito politico e la diffusione territoriale, non ha eguali nel nostro Paese e non solo. Questa partecipazione è anche un segnale incoraggiante per le primarie del 25 ottobre”.

Sono 17 le regioni dove “vince” Pier Luigi Bersani nel voto tra gli iscritti al Pd, mentre Dario Franceschini si impone nel Friuli Venezia Giulia, in Sicilia e nella Valle d’Aosta. Performance positiva di Ignazio Marino nelle grandi città del Centro Nord.

Bersani ottiene risultati “monstre” in Calabria e Campania, dove aveva l’appoggio di Loiero e Bassolino: nella prima ottiene il 73 per cento (ma Franceschini si era ritirato per protesta dalle province di Reggio e Vibo), e nella seconda il 68,8 per cento.

Ottimo il consenso nell’altro feudo dalemiano, e cioé la Puglia: 67,65 per cento. Su numeri analoghi in Sardegna (66 per cento) mentre nella sua Emilia registra il 59 per cento. Inaspettatamente va sotto la sua soglia nazionale nelle altre tre “regioni rosse”: in Toscana si ferma al 50, in Umbria al 53,4 e nelle Marche al 47,6. Va invece meglio nel “bianco” Veneto: 48,2. Franceschini viene preferito dagli iscritti di Sicilia, Friuli Venezia Giulia, dove ha il supporto di Debora Serracchiani, e nella Valle d’Aosta. Nella prima il segretario ottiene la maggioranza assoluta, con il 51,5, nella seconda registra il 48,4 e nella terza il 51,3, ma al voto sono andati solo 113 iscritti.

Pur non vincendo, Franceschini va oltre la sua media nazionale anche in tre regioni rosse, vale a dire Toscana (42,2), Umbria (41,6) e Marche (43,3). Oltre il 40 per cento anche nel Lazio (40,7) dove è andato meglio nelle quattro province minori. Deludente il risultato laddove Bersani ha dilagato e cioé in Calabria (23,8), in Campania (28,1), Sardegna (24,1) e Puglia (29,1). Male anche il Piemonte (26,7) dove Bersani non ha dilagato, ma è andato bene Marino. Proprio in Piemonte il chirurgo-senatore ha ottenuto la maggiore soddisfazione, con il 15,7 per cento, cioé il doppio della sua media nazionale (7,6). Positivo il consenso anche il Friuli (12,6), Lazio (11,8), Liguria (11,7), Lombardia (14,3) e nel bianco Trentino (12). Marino non è invece andato bene nel Sud: il 3,6 in Basilicata, il 3,1 in Calabria, il 3 in Campania, il 2,2 in Molise, il 3,2 in Puglia, il 2,8 in Puglia.

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