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Nasce la laurea triennale in Filosofia analitica e del linguaggio

Di Redazione30 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La sede universitaria di Piazza Vecchia

La sede universitaria di Piazza Vecchia

L’Università degli Studi di Bergamo istituirà il corso di laurea triennale in Filosofia analitica e del linguaggio. Il rettore uscente Alberto Castoldi ha fatto sapere che nella riunione odierna il Comitato regionale lombardo dei rettori ha approvato la proposta dell’ateneo bergamasco di istituire il corso in Filosofia che prenderà così il via il prossimo anno accademico 2010-2011.

“Sono molto soddisfatto di questo risultato – ha sottolineato Castoldi -, che corona un percorso decennale di attività formativa all’interno del nostro ateneo. E’ particolarmente importante perché rafforza la Facoltà di Scienze umanistiche che disponeva di un solo corso di laurea in Lettere moderne”.

La nuova proposta porta così a compimento il percorso di completamento della offerta formativa della Facoltà, funzionale ad una migliore distribuzione degli studenti che si iscrivono ai corsi di laurea di area umanistica. “Risponde ad una domanda di formazione proveniente dal territorio – ha aggiunto Castoldi – che non è attualmente assolta e, tra l’altro, rientra nella programmazione triennale concordata con il ministero”.

Permetterà, inoltre, di valorizzare le competenze della docenza interna, più funzionale alle esigenze del corso di laurea in filosofia piuttosto che al percorso specialistico in Teoria, tecniche e gestione delle arti e dello spettacolo che verrà dismesso.

“Nell’ambito dell’ateneo bergamasco – ha puntualizzato Andrea Bottani, tra i principali promotori del corso nonché direttore del Dipartimento di Lettere, arti e multimedialità -, l’esistenza del nuovo corso di laurea in filosofia consentirà, anche attraverso lo sviluppo delle numerose dimensioni applicative del sapere filosofico, di realizzare una crescente integrazione fra ricerca di ambito scientifico e ricerca di ambito umanistico, rafforzando gli scambi fra docenti di aree disciplinari apparentemente anche molto distanti”.

Il progetto intende creare un polo culturale di alto livello che possa contribuire a potenziare la classe dirigente del territorio. Si stima che oltre 40.000 imprese del terziario avanzato e commerciali, di cui il 95 per cento di piccole o medie dimensioni, esprimano la necessità di figure con competenze flessibili nell’elaborazione e analisi di testi, nell’organizzazione e nella gestione, e con capacità di analisi e rielaborazione sviluppate attraverso lo studio di problemi filosofici.

Peculiarità dei laureati in Filosofia che avranno così i mezzi per impiegarsi nei campi dell’amministrazione e dell’organizzazione di enti pubblici e privati, della gestione di beni culturali e ambientali oltre che dell’insegnamento, e potranno anche proseguire i propri studi iscrivendosi al biennio specialistico in Filosofia.

L’Università di Bergamo ha, infatti, definito una convenzione con l’Università degli Studi di Milano al fine di garantire percorsi di secondo livello agli studenti del corso, ed ha sottoscritto accordi con l’Università di Ginevra e il King’s College di Londra per garantire un respiro internazionale alle attività. Parte degli insegnamenti verrà impartito in lingua inglese al fine di permettere l’iscrizione anche di studenti stranieri e favorire il prosieguo degli studi presso gli atenei convenzionati.

Il corso si ispira a un modello di filosofia, diffuso nelle università europee, nel quale gli strumenti di base della disciplina si ricavano dalle scienze empiriche e formali, in aggiunta alle discipline storiche ed ermeneutiche. “Questo modello, del resto, – ha concluso Bottani – appare di gran lunga più aderente alla vocazione della ricerca filosofica nella cultura contemporanea. La principale sfida di fronte a cui la ricerca filosofica si trova nel mondo odierno è infatti quella di mostrare che la ragione, pur con tutti i suoi limiti, ha un ruolo irrinunciabile nell’integrare tutte le principali dimensioni del sapere e dell’esistenza umana, dalle più astratte e teoriche alle più pratiche e quotidiane e che, proprio come esiste una conoscenza scientifica, così esiste una conoscenza filosofica, una conoscenza etica, una conoscenza estetica e una conoscenza religiosa”.

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