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Bergamo

Il vescovo Beschi, Don Bepo e Mino Favini a Bergamoincontra

Di Redazione30 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Don Bepo Vavassori (a sinistra) con Don Capelli

Don Bepo Vavassori (a sinistra) con Don Capelli

QUARTIERE FINARDI — Il vescovo Francesco Beschi e la mostra su don Bepo Vavassori hanno aperto quest’oggi la seconda edizione di BergamoIncontra, manifestazione promossa da Associazione Bergamo Incontra e Associazione Sant’Agostino con il patrocio di Regione Lombardia, Provincia di Bergamo e Comune di Bergamo, in programma fino al 4 ottobre nella Villa Grismondi Finardi a Bergamo.

Cinque giorni di proposte culturali, letterarie, musicali, nati con il desiderio di incontrare la città e farsi incontrare e con l’obiettivo di testimoniare la scoperta che la realtà tutta è sempre segno di una Presenza.

L’inaugurazione è avvenuta quest’oggi alle 18 con la presentazione della mostra “L’attrattiva più grande. L’avventura di don Bepo”. L’idea di dedicare una mostra alla personalità e alle opere di don Bepo Vavassori nasce dal desiderio di proporre all’intera città di Bergamo l’incontro con un uomo, un sacerdote che, vivendo pienamente il proprio ministero, ha offerto un contributo concreto e significativo alla costruzione della Chiesa e, quindi, al miglioramento della società, non solo locale. Molti conoscono la sua intraprendenza: il Patronato, la Casa del Giovane, il Villaggio degli Sposi, le numerose case in provincia, fino alla missione boliviana.

Il percorso, costituito da pannelli, con testi e immagini, e da materiale filmato, va innanzitutto a scoprire le radici più vere e profonde della instancabile operosità di don Bepo, per come emergono dalle testimonianze di chi ha vissuto con lui e da stralci dei suoi diari: la consapevolezza di essere voluto ed amato da Dio, respirata fin da piccolissimo nella “santa atmosfera” della sua famiglia; il desiderio di corrispondere a questo amore, attraverso una apertura incondizionata all’azione della Provvidenza, che si serve di circostanze e persone; la vocazione sacerdotale come luogo dove questa consapevolezza trova terreno fecondo per maturare e non morire; una appartenenza alla Chiesa mai formale, declinata nella disponibilità e nell’obbedienza nei confronti del Vescovo e del Papa; l’affermarsi di una posizione culturale, che si esprime in particolare nell’educazione.

Sono gli aspetti più attuali e affascinanti dell’esistenza di questo prete bergamasco, in quanto fondano qualsiasi esperienza cristiana autentica, così vera da essere incontrabile e frequentabile come ben sanno i cinquantamila figli di don Bepo, che sulla sua spalla potevano poggiare il capo.

A queste radici è dunque dedicata la prima sezione della mostra, mentre la seconda accoglie alcune esemplificazioni delle opere, intese come frutti naturali di una vocazione abbracciata interamente e di una certezza incrollabile nella Provvidenza (il filo rosso dell’intera esposizione), che ha fatto di don Bepo un educatore intelligente perché appassionato alla libertà dei ragazzi ed un imprenditore acuto e capace di osare.

In serata il vescovo Beschi e Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la sussidiarietà, hanno presentato l’ultima Enciclica di Benedetto XVI “Caritas in veritate”. La volontà è quella di riscoprire l’originalità della fede e il contributo che essa può dare dentro le vicende della vita e nell’affrontare la miriade di problemi di ordine economico, finanziario, sociale e politico che l’enciclica elenca.

Domani 1 ottobre invece toccherà a Mino Favini, responsabile del settore giovanile dell’Atalanta. L’appuntamento con il prestigioso talent scuot nerazzurro è alle 18,45 nella Sala Meeting della manifestazione.

Sempre alle 18,45, nella sezione Uomini all’opera, l’Associazione Pietre Vive. Teresa e Francesco per l’Ecuador – Onlus propongono un incontro testimonianza con padre Alberto Ferri, missionario in Ecuador e Hector Cedeño, seminarista di Portovejo in Ecuador.

Mentre alle 21,15 l’appuntamento è con “La Dimora dell’Io” dedicata alla presentazione dell’op. 61 Concerto per violino ed orchestra di Ludwig Van Beethoven. Ad eseguire il brano musicale sono stati invitati Marco Zurlo, violinista, prima parte dell’orchestra del Maggio Fiorentino e Giovanni Fornasieri, pianista direttore d’orchestra e docente presso l’Accademia Internazionale della Musica di Milano. L’opera è introdotta e commenta da Giovanni Fornasieri.

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