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Politica

Penati: Franceschini non è più il segretario, bufera dentro il Pd

Di Redazione29 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Scontro durissimo dentro il Pd, Franceschini messo in discussione

Scontro durissimo dentro il Pd, Franceschini messo in discussione

ROMA — Un tentativo di delegittimazione in piena regola. A pochi giorni dal congresso del Partito democratico, il segretario uscente Dario Franceschini deve incassare due colpi bassi da ko da parte degli avversari. Filippo Penati, coordinatore della mozione Bersani dichiarato quest’oggi che “Franceschini di fatto non è più il segretario perché non ha ottenuto il consenso da parte di due terzi del partito che sta gestendo” ed è dunque necessario predisporre una gestione collegiale del partito fino alle primarie.

La situazione si fa grigia per gli eredi della Democrazia Cristiana, dentro un partito che pare guardare sempre più al versante socialista. Rutelli ha già fatto sapere che volerà verso altri lidi. Secondo Piero Fassino, «Penati mina l’unità del partito». Ignazio Marino, candidato alla segreteria, invita Bersani a smentire “altrimenti non si capisce perché abbia riempito le città di manifesti che invitano a voltarlo alle primarie del Partito Democratico”. Il capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro, definisce “stonate” le affermazioni di Penati, anche perché arrivate “nelle ore in cui i gruppi parlamentari del Pd sono impegnati in una dura battaglia per la difesa della legalità nel nostro paese”.

Insomma un terremoto politico, l’ennesimo, all’interno di un partito che Franceschini fatica sempre più a comandare. La risposta del segretario è arrivata in serata. Decisamente irritato l’ex democristiano ha cancellato l’incontro di segreteria di domani con gli altri due candidati e telefonato a Bersani e D’Alema per ricordare che il segretario – come prevede lo statuto – sarà eletto con le primarie del 25 ottobre, chiedendogli di prendere le distanze da Penati.

Tocca a Bersani cercare di ricucire: “Sgombriamo il campo da ogni equivoco più o meno interessato. Franceschini, come è ovvio e come è giusto, è a pieno titolo il segretario del Pd così come prevede lo statuto, e ha la nostra piena collaborazione come è stato fin qui”. E D’Alema aggiunge: “Il ruolo di Franceschini non è in discussione”.

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