iscrizionenewslettergif
Economia

Crisi e concorrenza cinese: la Tenaris taglia 836 posti in Bergamasca

Di Redazione29 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La gigantesca Tenaris Dalmine

La gigantesca Tenaris Dalmine

La crisi e la concorrenza spietata internazionale non risparmiano i colossi. Persino la Tenaris Dalmine, azienda leader mondiale nella produzione delle tubazioni d’acciaio, è costretta a un drastico ridimensionamento del personale e attività. Il piano industriale 2010-2011, presentato a Confindustria prevede forti tagli alla forza lavoro fra cui “la chiusura dello stabilimento di Piombino – si legge in un comunicato dei sindacati -, un forte ridimensionamento delle attività produttive di Costa Volpino e un graduale disimpegno delle attività dello stabilimento Fapi di Dalmine. In più una pesante razionalizzazione e riorganizzazione degli organici per tutti gli altri siti produttivi, servizi e strutture impiegatizie”.

Il piano allo stato attuale prevede una riduzione complessiva di 1024 lavoratori sui 2814 attuali. Nello specifico, in Bergamasca si parla di 836 esuberi. Di questi 717 a Dalmine (ossia il 32 per cento degli attuali 2218 dipendenti) e altri 119 a Costa Volpino (circa la metà degli attuali). Chiusura invece per la fabbrica di Piombino in Toscana dove oggi si contano 124 dipendenti. Altri 64 gli esuberi a Arcore.

I sindacati sono sul piede di guerra: “Valutiamo negativamente l’impatto occupazionale e dichiariamo 10 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti del gruppo, in parte utilizzabili per effettuare le assemblee di informazione con i lavoratori”. Nelle giornate dell’8, 15 e 19 ottobre sono stati calendarizzati i prossimi incontri.

Il piano industriale dell’azienda parla di un riposizionamento strategico, con investimenti stimati in 114 milioni di euro nel 2010-2011 “destinati all’ampliamento delle gamme di prodotto per dimensioni e complessità tecnologica, alla razionalizzazione impiantistica delle linee di finitura-filettatura, al miglioramento di produttività ed efficienza – si legge in un comunicato dell’azienda -. Si dovrà quindi definire un riassetto organizzativo coerente con gli investimenti in macchinari e automazione, con le nuove modalità del lavoro, con la nuova gamma di prodotti e con i volumi di mercato previsti”.

Al centro dei guai della Tenaris la Cina “che ha accresciuto del 55 per cento la sua capacità produttiva dal 2005 al 2009 e sta continuando ad investire in nuovi impianti: oggi la sua capacità è di 28 milioni di tonnellate di tubi senza saldatura l’anno, superiore al fabbisogno complessivo mondiale (pari a circa 27 milioni di tonnellate l’anno)”.

Senza contare il “ridimensionamento strutturale dell’attività di alcuni settori industriali destinatari di tubi senza saldatura, il progressivo ed irreversibile calo di economicità di alcune tipologie di produzioni standard e scarsamente differenziate”, spiega l’azienda. “Le soluzioni organizzative – sottolinea sempre la Tenaris – saranno discusse con le rappresentanze sindacali, valutando congiuntamente la gestione di tutti gli strumenti a disposizione per minimizzare i riflessi sulle persone”.

Giù le tasse: Brunetta verso la riforma fiscale

Renato Brunetta "L'impegno del governo è quello di rimettere mano alla riforma fiscale". Lo ha annunciato ieri ...

A Settembre calato il costo della vita a Bergamo

Secondo le rilevazioni del Comune, i prezzi degli alimentari sono in diminuzione A Settembre 2009, l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), a Bergamo, risulta ...