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Politica

Ponteranica, parlano i residenti: la vicenda Impastato? Beghe di cortile ingigantite ad arte

Di Redazione28 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Secondo gli organizzatori erano 7000 alla manifestazione di Sabato

Secondo gli organizzatori erano 7000 alla manifestazione di Sabato

PONTERANICA — La disfida della biblioteca di Ponteranica, tra l’eroe antimafia rimosso Peppino Impastato e il misconosciuto sacramentino locale Giancarlo Baggi pronto a prenderne il posto sulla lapide dedicatoria? Beghe di cortile ingigantite a caso nazionale. Pur tra i distinguo, gli abitanti del paesone ai piedi della Valbrembana si ritrovano concordi su un punto: la ribalta mediatica ha acceso i riflettori su una storia sfociata in un gesto evitabile, ma originata solo da ripicche.

Il sole ancora estivo del sabato pomeriggio riscalda la vallecola parallela alla Maresana. I manifestanti, arrivati soprattutto dal Sud, sciamano in ordine sparso prima di imboccare il corteo. E lì, sulle panchine della vecchia stazione, gruppi di attempati ponteranichesi assistono alla manifestazione anti-Aldegani (il contestato sindaco leghista), lievemente scocciati dalla recente e mai ricercata notorietà del luogo in cui dimorano.

“Padre Baggi? Solo un pretesto – sbotta Tarcisio, 60 anni e un passato a sinistra -. La scelta è uno sfregio a un protagonista di una lotta che non ha bandiere. Il sindaco voleva rendere la pariglia alla precedente giunta comunale, che sulla dedica ad Impastato era andata avanti da sola”. “La contestazione che ha coinvolto associazioni che vengono da fuori ha una matrice politica, è una strumentalizzazione di un episodio locale – gli fa eco il cognato, che chiede di restare anonimo -. La Lega ha sbagliato come avevano sbagliato gli ex amministratori: in un caso e nell’altro non si è mai cercato il consenso unanime. Togliere la targa è stato un atto di forza in risposta a un’iniziativa di parte”.

Dice la sua anche la gentile consorte, la signora Erminia: “Uno scontro da Peppone contro don Camillo, con ciascuno a difendere i suoi simboli – conferma -. Ponteranica non meritava per questo l’attenzione di giornali e televisioni”.

“Stanotte (tra venerdì e sabato, ndr) è stato sradicato l’ulivo davanti al bocciodromo con il facsimile della targa ad Impastato – rimarca Gino F.-. Un gesto che indica il livello di esasperazione di uno scontro montato ad arte: anche il presidente leghista della provincia ha sconfessato le decisioni del sindaco. Di sicuro qualche gola profonda ha fatto due telefonate e la notizia è finita sul Corriere”.

Non manca nemmeno chi, come Massimo Bresciani, minimizzando la querelle ammette di non conoscerne uno dei protagonisti involontari: “Ma chi è Padre Baggi? Se ha fatto qualcosa per la comunità, c’è ancora il teatro in attesa di un nome. La decisione è inopportuna, ma anche la volta precedente andava ricercata un’intesa con l’opposizione”.

Ma il Peppino nazionale dell’epopea tragica dei “Cento Passi”, da queste parti non era esattamente una figura conosciuta, se è vero che almeno cinque settantenni interpellati hanno confessato di averne saputo di più solo dopo l’esplosione del “caso”.

“Uno sconosciuto fino a ieri – dice Italo, 72 ben portati, da mezzo secolo a Ponteranica -. Ignoravo perfino che qualcuno gli avesse intitolato la biblioteca. La rimozione è sbagliata, ma nessuno può infangare la memoria di Padre Baggi, un missionario attivo nel volontariato che è vissuto di carità e amore per i più deboli”.

Simone Fornoni

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