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Università

Quarantennale: Gelmini e Percassi nel mirino dei contestatori

Di Redazione28 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Contestatori in piazzo contro la Riforma Gelmini

Contestatori in piazzo contro la Riforma Gelmini

updated Il rischio concreto è che la festa per i quarant’anni dell’Università di Bergamo, che si celebrerà quest’oggi, diventi teatro di una doppia contestazione. Ad Antonio Percassi, che in mattinata riceverà la laurea honoris causa al Centro congressi Giovanni XXIII. E al ministro Maria Stella Gelmini che prenderà parte ai festeggiamenti nel tardo pomeriggio, al Kilometro Rosso. Queste almeno sono le intenzioni, palesate a mezzo di un comunicato alle redazioni dei giornali, del sedicente gruppo “Studenti e precari sulla cresta dell’Onda”.

Nel documento, dai toni tutt’altro che concilianti, si legge: “Saremo in piazza a contestare il ministro e le manovre di marketing dell’Università di Bergamo, per rivendicare un sistema pubblico d’istruzione che non sia asservito alle logiche del profitto, del mercato del lavoro e degli interessi statali che contrastano con il bene della collettività, ma che promuova l’autodeterminazione, la coscienza critica, il sapere libero, l’emancipazione di tutti e di tutte”.

Alcune parti del comunicato, di cui vi proponiamo gli stralci meno accalorati, fanno uso di una terminologia che si credeva morta e defunta, e per questo quantomeno inquietante. Nel mirino la riforma Gelmini che, a detta dei contestatori, “diminuirà l’organico delle Università licenziando i precari. Attraverso il blocco delle assunzioni per ogni 4 pensionati ci sarà una sola immissione in ruolo” mentre “solo quest’anno 42mila insegnanti e 15mila tecnici amministrativi resteranno senza posto di lavoro e 18mila lavoratori precari nella scuola saranno licenziati in tutta Italia”.

I detrattori del ministro sostengono che “invece di puntare all’innovazione, il governo taglia le gambe al futuro delle nuove generazioni, non da ultimo ostacolando il diritto all’istruzione dei nuovi cittadini”. Riferimento piuttosto esplicito al tetto del 30 per cento di stranieri per classe annunciato dalla Gelmini.

Ma non è finita: “Contestiamo la laurea honoris causa a Percassi, noto imprenditore e immobiliarista bergamasco, poiché dimostra la dipendenza dell’Università, un’istituzione pubblica, dalla capacità di attrarre sponsorizzazioni e finanziamenti dei privati. Il disegnao di privatizzazione del sistema d’istruzione mette a repentaglio tutte quelle istituzioni che non verranno considerate redditizie, provocando un pericoloso abbattimento della qualità dell’offerta formativa”. E ancora: “In base al principio dell’autonomia si consegnano sia la didattica che la ricerca in mano alle aziende”.

E nel finale non poteva mancare un attacco a Berlusconi: “In coda all’insopportabile trasmissione di propaganda a reti unificate condotta dal governo, adesso in onda andiamo noi. Ancora una volta: noi la crisi non la paghiamo!”.

Difficile stabilire la portata reale della contestazione avanzata da questo gruppo che si rifà all’Onda, il movimento di protesta dei giovani universitari – e non solo – che ha caratterizzato le manifestazioni degli ultimi due anni. Certo è che i manifestanti cercheranno di raggiungere sia il Centro Congressi, sia il Kilometro rosso. La giornata di lunedì – il “No-Gelmini day”, come l’hanno chiamato i contestatori-, si preannuncia dunque davvero calda. Quanto quelle dell’autunno 1968.

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