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Editoriali Sport

Atalanta, tutti in cantiere. Il lavoro non manca, ci vuole tanta fiducia

Di Redazione28 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Andrea Consigli impegnato contro il Chievo (foto Mariani)

Andrea Consigli impegnato contro il Chievo (foto Mariani)

BERGAMO – Ascoltiamo Conte, non pensiamo al risultato e alla classifica.

Il neo tecnico nerazzurro sabato mattina in conferenza stampa era stato chiarissimo. “Preferisco perdere giocando bene che pareggiare facendo fatica. L’Atalanta deve cercare la manovra, attraverso il gioco prima o poi i punti arrivano”.

Sotto questo aspetto, la Dea da Verona è tornata con indicazioni positive ed altre negative.

Nel primo tempo Doni e compagni hanno sofferto il Chievo. Verissimo, la squadra di Di Carlo ha fatto la sua partita e poteva passare in vantaggio.

Però l’Atalanta non è stata schiantata dagli avversari. Ha subito anche e soprattutto perché al centro della difesa hanno giocato Bianco e Peluso.

Pellissier e Granoche non sono Messi ed Ibrahimovic. Eppure l’ex Cagliari e l’ex Albinoleffe non l’hanno mai presa. Errori in disimpegno, errori di posizione, errori nell’anticipo ed anche nell’uno contro uno.

La loro presenza era obbligata visto che Talamonti e Manfredini non erano disponibili, la buona notizia è che i titolari torneranno presto ed anche gli equilibri ne beneficeranno. Le attenuanti non mancano, soprattutto per Peluso che era alla seconda da centrale nella sua storia atalantina.

Bianco invece è imperdonabile. Un uomo d’esperienza, visto il momento della squadra ed il vantaggio appena ottenuto, quel pallone lo scaraventa fuori dallo stadio nel parcheggio dei pulmann. Anche se Consigli te lo chiama. Perché non hai nessuno in giro, perché non c’è sicurezza più forte di un bel fallo laterale.

Analizzando la manovra ci sono parecchi aspetti positivi. Valdes e Madonna hanno cercato di muoversi come chiedeva Conte. Hanno profondità e possono puntare l’uomo, caratteristiche importanti per la manovra che si sta’ cercando di realizzare.

In questo momento le due punte devono essere Doni e Tiribocchi. La partita di ieri, gol a parte, lo ha ampiamente dimostrato. Guarente e Padoin sono ottimi incontristi, aspettando Barreto e fino a quando “Tiberio il pisano” non recupera lo smalto dei giorni migliori sarà il capitano la chiave di volta dello sviluppo offensivo. I suoi movimenti spalle alla porta permettono di aprire il gioco dando due soluzioni ai centrali, il lancio per Tiribocchi diventa la rifinitura necessaria.

Già, Tiribocchi. Nel primo tempo un suo diagonale di sinistro è stato l’unico squillo, apprezzabile per come è arrivato più che per la reale pericolosità. La ripresa gli ha regalato la prima gioia personale, una seconda opportunità subito prima del pareggio e nel complesso novanta minuti convincenti e preziosi.

Nessuno si esalti, mi raccomando. Però il cantiere è aperto e le fondamenta in costruzione sembrano belle stabili. Per arrivare al tetto ce ne vogliono parecchi di mattoni.Il tempo non manca, i bergamaschi conoscono bene quanta fatica serve nel lavoro quotidiano.

E il panino con il salame, caro Conte, certe volte è meglio del caviale. A noi piace un sacco se è preparato con grinta e ardore.

Fabio Gennari

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