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Cultura

In Cittadella una mostra sulla mummia Oetzi

Di Redazione25 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Oetzi, la mummia del Simulaun

Oetzi, la mummia del Simulaun

Il suo ritrovamento ha fatto gridare al miracolo e da allora, più volte è finito sulle pagine dei giornali nonostante l’età, diciamo così, avanzata. Stiamo parlando di Oetzi a mummia del Simulaun che sarà il soggetto di una mostra che si terrà sabato 3 ottobre, nella Sala Viscontea di piazza Cittadella, a Bergamo Alta.

“L’uomo venuto dal ghiaccio”, questo il titolo della manifestazione. Un po’ di storia non guasta. Facciamo un passo indietro a quel 19 settembre 1991, quando a 3213 m di quota slm, al passo del Similaun, fu trovato intrappolato nei ghiacci Oetzi, la mummia di un uomo vissuto 5300 anni fa. L’uomo e la sua attrezzatura, oggi conservati presso il Museo archeologico dell’Alto Adige di Bolzano, sono reperti unici nel loro genere e di fondamentale importanza per la ricostruzione di alcuni aspetti di vita del passato. Ma la scoperta ha fornito anche informazioni straordinarie per le conoscenze paleobotaniche e la ricostruzione del paleo-ambiente attraverso i pollini e lo strumentario ligneo.

Il Museo archeologico e l’Orto botanico di Bergamo, attraverso la mostra itinerante “L’uomo venuto dal ghiaccio”, realizzata dal Conseil Général des Alpes-Maritimes, Musée Départemental des Merveilles di Tenda, propongono al pubblico bergamasco un approfondimento sugli aspetti archeologici e botanici, ripercorrendo la storia della scoperta e delle analisi scientifiche condotte sulla mummia e su tutta la sua attrezzatura.

L’uomo del Similaun è stato sottoposto a indagini approfondite con le più moderne e sofisticate tecnologie, ciò che ha permesso di venire a conoscenza di tutti i segreti del suo corpo, fino a stabilire cosa successe negli ultimi momenti della sua vita. Lo studio paleobotanico, inoltre, è stato fondamentale per determinare le essenze di tutti gli oggetti di legno che l’uomo aveva con sé, scelte sulla base delle proprietà di ciascuna specie in funzione dei diversi usi, dimostrando una conoscenza approfondita del proprio ambiente, sfruttato in base alle diverse necessità con scelte mirate. Se molti aspetti di questa vicenda restano oggi insoluti, certamente la scoperta apre una finestra sul più antico spaccato di vita di un uomo europeo fino ad oggi conosciuto.

La mostra è costituita da pannelli descrittivi, riproduzioni e ricostruzioni fedeli, oltre che dai filmati sulla scoperta e sulle analisi scientifiche effettuate. Sarà possibile, inoltre, toccare alcune essenze vegetali da lui scelte per realizzare il suo strumentario, per verificarne le proprietà e sperimentare direttamente alcune tecniche di lavorazione antiche che Oetzi sicuramente conosceva e utilizzava, oltre che intuire somiglianze e differenze nelle soluzioni tecniche adottate da noi, 53 secoli dopo.

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