iscrizionenewslettergif
Politica

Il Movimento anti-omofobia promette un’invasione pacifica di Palafrizzoni

Di Redazione25 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il Movimento chiede una condanna bipartisan della violenza

Il Movimento chiede una condanna bipartisan della violenza

BERGAMO — Un’iniziativa senza bandiere di partito, sulla scia del sit in del 12 settembre scorso, in risposta alle aggressioni a catena di una fine estate da tregenda ai danni degli omosessuali, per coinvolgere le istituzioni locali nella battaglia contro il pregiudizio e “ostacolare la violenza gratuita e le inaccettabili ingiustizie consumate contro persone indifese”.

Laura Liverani, con Elisa Radesca organizzatrice del comitato “Bergamo contro l’omofobia”, difende con vigore da polemiche e strumentalizzazioni di parte, ragion d’essere e metodi di lotta utilizzati finora dai cittadini che hanno aderito agli appelli di chi difende la comunità Lgtb all’ombra delle Orobie. E rilancia: il 28, quando si discuterà in consiglio comunale la mozione dell’esponente dei Verdi Pietro Vertova che intende impegnare in tal senso la classe dirigente locale, ci sarà un’invasione pacifica dell’aula consiliare di Palazzo Frizzoni.

“Durante la manifestazione precedente il consigliere Vertova ci aveva accennato alla sua intenzione di spendersi a favore del nostro movimento, che è partito dal basso ed è nato per adesione spontanea di privati cittadini: non abbiamo mai voluto attribuire una connotazione politica alla nostra azione sul territorio – precisa la giovane paladina dei diritti dei discriminati -. Poi abbiamo appreso che il punto sarebbe stato inserito all’ordine del giorno della seduta di lunedì prossimo: di lì la decisione di ritrovarci davanti alla sede municipale alle 18. Poi, com’è nostro diritto in quanto cittadini, assisteremo al dibattito come uditorio”.

Unico punto dolente, ampiamente messo in preventivo, la difficoltà di ottenere un consenso bipartisan. Sull’argomento il mondo politico che parla bergamasco, come su qualunque altra questione, s’è diviso in due fronti rigidamente contrapposti: “Già in occasione del sit in del 12 scorso avevamo invitato sindaco e presidente della Provincia, senza riuscire ad ottenerne la presenza. Figuriamoci il patrocinio – prosegue Liverani -. Pirovano ci ha anzi accusato di auto-ghettizzarci e di chiedere leggi speciali, mentre Tentorio si è mostrato più possibilista e flessibile e ha addotto la giustificazione di un impegno concomitante assunto in precedenza: doveva presenziare all’inaugurazione della casa natale di Donizetti. Pazienza”.

Ma il nodo cruciale sembrano essere proprio i rapporti con i centri del potere, che dalle nostre parti virano a destra: “Lo ribadisco: al di là del consenso raccolto presso i movimenti politici di centrosinistra, che con Arcigay e Arcilesbica si sono accodati al moto volontario di una parte della società civile, noi siamo trasversali a partiti, associazioni e gruppi – conclude la leader degli antiomofobici bergamaschi -. Per questo vorremmo che si superasse la logica del no pregiudiziale: al centro del dibattito c’è la necessità di combattere la violenza. Ci serve l’appoggio di tutti e continueremo a ricercarlo”.

Simone Fornoni

La Cgil sui guai di Abm2: noi l’avevamo detto

La Cigl esprime i suoi dubbi su Abm2 BERGAMO -- Dopo l'annuncio del presidente Ettore Pirovano di una drastica revisione alle società delle ...

Oriani (PdL): la vicenda Impastato strumentalizzata in chiave anti-Lega

Una manifestazione della sinistra PONTERANICA -- E' tempo dei distinguo, degli attacchi e dei contrattacchi, politici s'intende. E con ...