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Manfredini non si nasconde: l’esonero di Gregucci per me è una sconfitta

Di Redazione24 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Thomas Manfredini (foto Mariani)

Thomas Manfredini (foto Mariani)

ZINGONIA – Prendere la parola, in momenti come questo, è complicato. I giornalisti ti assillano, le domande incalzano, le risposte non sempre vengono spontanee. Le critiche sono inevitabili, c’è chi le subisce e chi invece non si nasconde. Le affronta e prova a rispondere. Sempre. Thomas Manfredini ci mette la faccia. Non si è mai tirato indietro, non l’ha fatto nemmeno stavolta.

Manfredini, con il Catania è arrivato il primo punto che sembra tanto un brodino…
Lo prendiamo e andiamo avanti. Scendere in campo da ultimi della classe, dopo quattro sconfitte e con il timore che possa succedere ancora è difficile. Siamo in una situazione nuova per noi, negli anni passati non ci era mai capitato. L’unico modo per uscirne è il lavoro, con mister Conte siamo qui ogni giorno per quello.

A Bergamo da pochi giorni, sembra che Conte vi abbia già dato una sua impostazione…
Troppo poco per mettere in pratica ciò che ci ha spiegato, abbastanza per capire che lui e il suo staff sono dei vincenti. Ci parla sempre pensando in positivo, vediamo insieme cosa e dove si può migliorare e sotto questo aspetto credo che le prossime settimane saranno importanti. Rispetto a Gregucci e Del Neri cambiano i movimenti, qui serve maggiore intensità e tanto ritmo. Sappiamo che dobbiamo lavorarci e questo non ci spaventa.

Facciamo un passo indietro, dopo tre gare buone l’Atalanta di Bari è stata davvero troppo brutta per essere vera…
Sono d’accordo, abbiamo fatto una figuraccia come calciatori davanti agli occhi di società e tifosi. Una cosa però voglio sottolinearla: gli uomini non hanno fatto uno sgarbo a Gregucci, è stata una partita davvero negativa ma escludo nella maniera più assoluta che qualcuno di noi l’abbia fatto apposta con l’intento di farlo cacciare.

L’impressione da fuori però è stata quella, altre spiegazioni francamente sono difficili…
Dico una cosa semplice, schietta e sincera. Come sempre. Sono rimasto profondamente amareggiato per l’esonero, personalmente credo sia una sconfitta pesante. Questo gruppo è formato da ragazzi seri che hanno grande rispetto e cultura del lavoro, abbiamo giocato malissimo perdendo come calciatori. Ma non come uomini.

Adesso cosa serve per risalire?
Una vittoria, un po’ di fiducia e tempo per lavorare. Sono cose che magari in questo momento, giocando così spesso, non si incrociano molto bene. Però siamo qui, pronti a farlo seguendo le indicazioni del tecnico e del suo staff. Contro il Catania anche il pubblico è stato fantastico, ci hanno sostenuto per lunghi tratti e la vittoria la volevamo anche per loro.

Con il Chievo sarà un’altra battaglia. Senza di te…
Sarò squalificato e mi dispiace molto perché volevo esserci. Non sto bene da qualche giorno, ho stretto i denti a Bari e con il Catania quindi l’aspetto positivo è che potrò recuperare in vista del Milan. I miei compagni faranno di tutto per portare a casa punti, adesso è importante anche non distaccarsi troppo da chi ci precede.

In questo momento sono i giocatori più importanti che devono venir fuori…
Sento dire di Guarentee che non gioca sui suoi livelli, che Doni ormai è vecchio e tante altre cose di questo tipo. La verità è che adesso le cose non vanno bene e voi giornalisti vi attaccate a qualsiasi aspetto. E’ normale, ma sono sicuro che tra un po’ di partite con una classifica migliore, faremo altri discorsi.

Ultima domanda: a Bari tutti malissimo però ha pagato Gregucci. Era lui l’unico colpevole?
Non scherziamo, siamo tutti colpevoli per questo inizio. L’ho già detto, il suo allontanamento è una sconfitta per me ma anche per i compagni penso. Adesso c’è una nuova guida che ha idee e metodi diversi. Seguiamo conte e il suo staff e ne verremo fuori

Fabio Gennari

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