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Cultura

Straordinario ritrovamento fossile in Valseriana

Di Redazione23 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
I frammenti di mandibola trovati in Val Seriana

I frammenti di mandibola trovati in Val Seriana

Straordinario ritrovamento fossile in Valseriana. L’équipe del Museo di scienze naturali di Bergamo ha ritrovato un frammento di mandibola con tre denti del Triassico superiore appartenuti a un cinodonte. Questi pochi resti forse rappresentano il primo ritrovamento di cinodonti italiani. In più la distinta morfologia dei denti – allungati e con tre cuspidi – farebbero pensare perfino a una nuova specie e un nuovo genere – denominato Gornogomphodon caffii – imparentata o attribuibile ai Gomphodontia, un gruppo particolarmente evoluto di terapsidi cinodonti, ancora poco conosciuto sul suolo europeo.

I giacimenti fossiliferi del Triassico delle Prealpi Lombarde sono famosi in tutto il mondo soprattutto per la ricchezza della fauna a vertebrati che vi si ritrova. I giacimenti del Triassico Superiore del territorio di Bergamo scoperti a partire dal 1971 a Cene e Berbenno risalgono tutti a 220 milioni di anni fa. Grazie alle ricerche del Museo di scienze naturali hanno fornito una grandissima varietà di pesci e rettili, ma anche crostacei ed insetti splendidamente conservati. Il loro studio oltre ad aumentare le conoscenze sulla storia della vita in quel periodo, ha fornito un quadro geografico totalmente differente dall’attuale.

Tra l’altro proprio da Cene provengono I primi esemplari mai trovati dei più antichi rettili volanti, riferimento per qualsiasi ricostruzione di alcuni tra gli abitanti più noti del lontano passato del nostro pianeta. Accanto a questa fauna la cui importanza scientifica è ormai consolidata a livello internazionale, altri giacimenti contribuiscono ad arricchire il patrimonio paleontologico. Nella Formazione rocciosa di Gorno ad esempio, si ritrovano numerosi resti ossei isolati appartenuti ad una grande varietà di vertebrati, soprattutto rettili e pesci.

Ecco come poteva essere il Gornogomphodon

Ecco come poteva essere il Gornogomphodon

Proprio da queste rocce, un po’ più antiche di quelle che affiorano a Cene, proviene una delle scoperte più interessanti di questi anni, in un’area oggetto di stretta vigilanza da parte del museo per i preziosi indizi che già aveva fornito. Si tratta di tre denti ancora impiantati nell’osso della mascella, appartenuti ad un antico rettile. Questi denti sono molto particolari, infatti sono tozzi e allungati trasversalmente con caratteristiche che hanno reso molto difficile la loro determinazione.

La loro singolarità non aveva alcuna analogia con le migliaia di denti rinvenuti nei giacimenti bergamaschi o italiani. Alla fine di un lungo studio comparativo, Silvio Renesto dell’Università degli studi dell’Insubria e Spencer Lucas del New Mexico Museum of Natural History and Sciences di Albuquerque (Usa) sono riusciti ad identificarli.

“Il ritrovamento è di notevole importanza perché i rettili Cinodonti sono il gruppo da cui prendono origine i mammiferi – commenta Anna Paganoni, direttore dell’Istituto di geologia del Museo di scienze naturali di Bergamo -. Inoltre si conoscono pochissimi resti di cinodonti gonfodonti in Europa e questo è il primo mai ritrovato in Italia”.

Ma com’era fatto il rettile? Era probabilmente un piccolo animale onnivoro di 30-40 cm di lunghezza che si aggirava fra la vegetazione in cerca di cibo e scavava tane in cui cercava riparo dai grandi rettili predatori del suo tempo (resti dei quali sono stati già trovati nella formazione di Gorno). Sulla base delle nostre conoscenze sui cinodonti, poteva già essere ricoperto di pelo anziché di squame, anche se deponeva uova e non produceva latte come i veri mammiferi.

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