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Editoriali Politica

Se anche Valter Grossi perde l’aplomb

Di Redazione21 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Valter Grossi

Valter Grossi

Ha molto stupito l’ultima uscita a mezzo stampa di Valter Grossi riferita a una presunta “frenata” della Lega su Casa Amica. Secondo quanto riporta Bergamonews, l’ex assessore all’urbanistica, liberaldemocratico convinto, non ha esitato a definire i leghisti “nuovi barbari”. Non entriamo in merito alla vicenda di Casa Amica – associazione che si occupa della costruzione di case popolari, molto apprezzata dal centrosinistra -, che può essere discussa e discutibile. Quel che preoccupa, invece, sono i toni usati dall’autorevole esponente del Partito democratico locale.

Toni certamente sopra le righe, anomali per un personaggio che ha fatto della moderazione la sua fortuna. Una caduta di stile indice di un nervosismo eccessivo, di cui però non si comprende l’origine. Potrebbe trattarsi delle elezioni perdute. In tal caso la sfuriata di Grossi sarebbe la dimostrazione che il centrosinistra, o perlomeno taluni esponenti di vertice, non hanno ancora digerito la sconfitta. Sconfitta che, si badi bene, non è avvenuta a colpi d’ascia durante la battaglia di Hastings, ma dentro l’urna.

A Bergamo non si è votato per “barbari” o “regnanti”, “popolani” od “elite”, “celti” o “wasp”. A Bergamo la votazione è stata fra due schieramenti dalle proposte politiche differenti, e per alcuni versi diametralmente opposte. I bergamaschi hanno votato e scelto. Questa, per definizione, si chiama democrazia. O la si accetta o per rivoltarla anzitempo c’è un solo modo: quello dei carri armati, efficacemente utilizzato dal Partito comunista in svariate parti del mondo. Avanti di questo passo – con le delegittimazioni, i toni rancorosi, gli insulti, la politica del “pan per focaccia”- per assurdo al centrosinistra non resterà che la presa di Palafrizzoni, per pareggiare i conti col campanile di San Marco.

E dire che Grossi è sempre stato considerato un uomo di dialogo. E chi lo conosce bene vi può assicurare che lo sia. La strada dell’insulto scelta stavolta però non gli fa onore. Così come non fanno onore al centrosinistra diktat del tipo: “O fate come abbiamo stabilito noi, altrimenti siete barbari”.

E’ comprensibile che Grossi sia amareggiato perchè l’Amministrazione Tentorio sta smantellando pezzo dopo pezzo i suoi progetti, compreso quello ciclopico di Porta Sud a cui ha lavorato intensamente. Ma i bergamaschi nell’urna si sono espressi nettamente. E la coalizione di centrodestra, legittimamente eletta, è autorizzata a farlo.

Certo Lega non fa rima con Windsor, però non si possono chiamare i leghisti “barbari” perché la pensano in maniera opposta alla propria. Oddio, lo può fare il signor Rossi al Bar dello sport. Ma non è il tipo di atteggiamento che ci si aspetterebbe da un politico di livello. Perchè, a questo punto, vien spontaneo rivolgere a Grossi una domanda retorica: se i leghisti sono i “nuovi barbari”, come definirebbe i bergamaschi che li hanno votati? Temiamo di conoscere la risposta e invitiamo il nostro a non darla.

Lungi da noi fare i difensori della Lega. Ma il trasformare la politica in uno scontro a base d’insulti è, a nostro modesto parere, il vero imbarbarimento.

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