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Cultura

La Galleria Borghese celebra il Caravaggio

Di Redazione21 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'incredulità di San Tommaso, del bergamasco Caravaggio

L'incredulità di San Tommaso, del bergamasco Caravaggio

Un inedito incontro fra Caravaggio e Bacon. Lo propone a Roma dal primo ottobre al 24 gennaio 2010 la Galleria Borghese che celebra Caravaggio in occasione del quarto centenario dalla morte, affiancando ai suoi capolavori venti dipinti di uno dei grandi artisti della seconda metà del XX secolo, Francis Bacon, di cui ricorre, invece, il centenario dalla nascita.

Due personalità estreme, entrate nell’immaginario collettivo come artisti “maledetti”, che hanno espresso nella pittura il tormento dell’esistenza con pari intensità e genialità inventiva. L’evento dal titolo “Caravaggio-Bacon” è il quarto appuntamento del ciclo “Dieci grandi mostre”, è curato da Anna Coliva, direttrice della Galleria Borghese, Claudio Strinati e Michael Peppiatt, biografo, amico intimo e massimo conoscitore di Bacon, è organizzato da MondoMostre ed è reso possibile grazie al sostegno di BG Italia, Enel e Vodafone.

La mostra offre un accostamento tra i dipinti di Caravaggio e quelli di Bacon, proponendo allo spettatore di aderire all’eccezionale esperienza estetica che ne consegue, piuttosto che seguire una consueta ricostruzione storico critica. Non vuole quindi teorizzare dipendenze di Bacon da Caravaggio, ma provocare le suggestioni visive, evocare corrispondenze spontanee risultanti da accostamenti formali. Bacon non ha nulla di Caravaggio e non si è ispirato a lui, ma se c’è un artista del nostro tempo che può essere equiparato a Caravaggio è proprio Bacon.

Caravaggio e Francis Bacon sono tra gli interpreti più rivoluzionari della rappresentazione della figura umana. Entrambi, nelle diversità della loro poetica e del loro tempo, hanno penetrato con originalità il mistero dell’esistenza e dell’arte, rappresentando la verità spirituale nella traumatica immediatezza della carne. Il confronto diretto tra le opere, tuttavia, è l’opposto della prassi di Bacon, che ha sempre rifiutato l’accostamento delle sue opere a quelle degli artisti del passato, molti dei quali amava con grande competenza. Il suo occhio sui grandi maestri era geniale, così avanzato da non comportare necessariamente l’influenza diretta sulla sua pittura. Le sue innumerevoli fonti figurative, anche quelle di provenienza artistica, sono d’altronde sempre filtrate dalla mediazione fotografica, attraverso cui le immagini colpiscono la sua percezione senza ordine logico che non sia quello istintivo richiesto dalla nuova opera in via di creazione. Ma questa mostra non può che prescindere dalla ricostruzione ipotetica delle volontà degli artisti e della loro storia.

Caravaggio è intimamente legato alla storia della Galleria Borghese. A Scipione Borghese, infatti, erano destinati i due dipinti che recava con sé al momento della morte, ed è con il cardinale che ebbe il rapporto più intenso e storicamente più ricco di conseguenze. La Galleria Borghese mantiene vive le tracce di questo rapporto attraverso sei capolavori, il “Fanciullo con canestro di frutta”, “Bacchino malato”, “Madonna dei Palafrenieri”, “Davide con la testa di Golia”, “San Gerolamo scrivente” e “San Giovanni Battista”, tramite i quali è possibile illustrare l’intero arco della sua vita. La collezione permanente della Galleria Borghese verrà arricchita da opere chiave della sua produzione come la “Negazione di Piero” dal Metropolitan di New York, la “Caduta di Saulo” da Santa Maria del Popolo a Roma, il “Martirio di Sant’Orsola” l’ultimo Caravaggio da Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli o il “Ritratto di Antonio Martelli, Cavaliere di Malta” da Palazzo Pitti.

A queste verranno affiancate le tele di Francis Bacon provenienti dai maggiori musei del mondo, eccezionalmente concesse alla Galleria Borghese dopo la monografica organizzata dalla Tate Modern assieme al Prado e al Metroplitan. Opere in cui l’artista inglese, con maggiore intensità, ha voluto indagare il mistero dell’anima attraverso la rappresentazione ideale del corpo, un corpo che ci appare sconvolto e deformato ma, soprattutto, sofferente. Alle opere di Caravaggio verranno quindi affiancati 20 capolavori di Bacon: i grandi trittici come “Triptych August 1972” dalla Tate Gallery di Londra e “Triptych inspired by the Orestia of Aeschylus” dall’astrup Fearnley Museum di Oslo, le sue immagini di papa Innocenzo X di Velazquez come “Head VI” dalla Arts Council Collection di Londra, i ritratti come “Study for a portrait of George Dyer, Portrait of Isabel Rawsthorne 1966” dalla Tate Gallery o “Three studies of Lucian Freud”.

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