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Editoriali Sport

Atalanta, al bivio: continuare con Gregucci o cambiare il tecnico?

Di Redazione21 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Thomas Manfredini

Thomas Manfredini

BERGAMO – Mai così male. Trovare una situazione tanto negativa nella storia dell’Atalanta non è facile. Forse i tifosi più anziani potrebbero confortarci ma è francamente è dura trovare le parole giuste dopo la figuraccia di Bari.

Sabato mattina, ore 12.30 circa. Gregucci davanti ai microfoni definisce la gara del San Nicola come importante, difficile e decisiva per iniziare a mettere punti in classifica. Poi arriva la gara e dopo quindici secondi il Bari aveva già sfiorato il vantaggio. Nei restanti novanta minuti gli uomini di Ventura hanno preso a pallate i nerazzurri che non sono mai esistiti.

Se il mister rilascia certe dichiarazioni, ti aspetti che la squadra sia con lui. Il Bari non è il Barcellona, l’occasione per schiodarsi da quota zero è davvero ghiotta. Davanti ad una prova tanto negativa però ci sono poche considerazioni da fare.

L’Atalanta ha subito in ogni zona del campo e, a parte Consigli, non c’è un giocatore che abbia meritato la sufficienza. Scendere nei particolari tecnico-tattici adesso sarebbe inutile. L’assenza totale di uomini importanti come Manfredini, Guarente ed Acquafresca, le prestazioni negative di Garics e Bellini e le pochissime occasioni da gol create sono tutti aspetti indiscutibili della debacle pugliese.

La sensazione più forte, ed anche la più preoccupante, riguarda la distanza tra il tecnico e i suoi giocatori. La società in questo momento deve fare qualcosa, nel dopo gara non ha parlato nessuno ma qualche decisione è attesa a stretto giro di posta.

La scommessa Gregucci a questo punto può considerarsi persa? Giudicando i risultati e l’ultima prestazione è logico dire di sì. Adesso serve chiarezza, i tifosi non si meritano di assistere a simili spettacoli. A Bari sono arrivati settanta ultras nonostante il divieto di entrare. Una grande dimostrazione d’affetto.

Ma chi può sedere sulla panchina nerazzurra per il dopo Gregucci? Parlano tutti di Delio Rossi ma il diretto interessato smentisce ogni contatto. Semmai i dirigenti nerazzurri dovessero davvero chiamarlo, l’ex laziale ci penserebbe, ma non è detto che accetti. Dopo una Coppa Italia vinta e con altre panchine ben più appetibili che potrebbero liberarsi, quella del Napoli ad esempio, l’Atalanta in questo momento per lui sarebbe un passo indietro.

Antonio Conte? Beretta? Mazzarri? Opzioni diverse, tutte plausibili ma da valutare con attenzione. Il Catania è alle porte, il Chievo solo tre giorni più in là. Nessuno pensava di essere dopo quattro giornate a commentare certe cose. La realtà però è questa e bisogna affrontarla. Senza paura ma con piglio deciso.

Fabio Gennari

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