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A Bari si salva solo Consigli. Atalanta irriconoscibile

Di Redazione20 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il gran gol di Rivas, Consigli non può nulla

Il gran gol di Rivas, Consigli non può nulla

BARI – Quando tutta la squadra, con poche eccezioni, offre una prestazione di livello così basso è difficile esprimere giudizi. 

L’unico a salvarsi è Andrea Consigli, per il resto ci sono colpe diverse ma risultano davvero gravi alcune assenze ingiustificate.

Consigli 6: Come si può dare la sufficienza ad un portiere che prende quattro gol? Semplice, basta considerare quelli evitati. Il rigore parato, un paio di uscite disperate ed una prestazione pesantemente condizionata dalle voragini che gli si aprivano davanti. Non può nulla sulle quattro sberle baresi.

Garics 5: Rivas è un brutto cliente, dopo sette minuti trova il jolly dalla distanza e durante tutta la gara costringe l’austriaco agli straordinari. Corre e lotta ma non basta e alla fine affonda insieme a tutti i compagni

Manfredini 4,5: Dove è finito il baluardo insuperabile dell’anno scorso? Spesso in ritardo e fuori posizione, sull’uomo fatica un sacco e spesso ricorre al fallo. Prova qualche lancio da dietro, non deve farlo ma se i compagni non si abbassano mai alla ricerca del pallone non ha tutti i torti. Irriconoscibile.

Talamonti 4,5: Il cuore non si discute. Però sbaglia l’anticipo sull’1-0, causa il rigore su Langella ed interviene goffamente in occasione dell’infortunio. Giornata da dimenticare, sperando che la sua coscia destra non si sia strappata.

Bellini 5: Il gol, primo della stagione atalantina, gli vale mezzo voto in più. Ci mette l’anima ma soffre per tutta la partita Alvarez che non è Cristiano Ronaldo. Difficile aggiungere altro, una prova così negativa Paolo da Sarnico era diverso tempo che non la offriva.

Ceravolo 5: Passo indietro rispetto a sette giorni fa. E’ veloce e cerca spesso lo scatto, dovrebbe essere sfruttato in modo diverso ma nessuno lo imbecca mai e finisce per far la figura della trottola. Esce all’intervallo (46′ Radovanovic 5,5: Esordio stagionale per il giovane serbo. Non fa nulla di trascendentale però almeno prova a metter un po’ d’ordine nella zona nevralgica del campo.)

Guarente 4,5: Non è possibile una simile involuzione. Mai un lancio, spesso sbagliata la misura dei passaggi. Le fortune di questa squadra passano dai suoi piedi, ha dimostrato tante volte di saperlo fare ed è ora di ricominciare subito. I grandi giocatori nelle difficoltà tirano fuori grinta e classe, adesso tocca a lui.

Caserta 5: Lento e spesso impacciato, come Ceravolo è la brutta copia di quello visto contro la Sampdoria. Ha meno colpe rispetto ad altri compagni, ha esperienza e deve metterla in campo per aiutare la squadra in un momento difficile come questo. (76′ Doni sv)

Padoin 5,5: Prima interno, poi esterno ed infine ancora nel cuore del gioco. Non combina chissà cosa ma da lui ci si aspettano corsa e tanta grinta. Può fare meglio, la sua prova è negativa come quella dei compagni ma sono soldatini come Padoin quelli cui aggrapparsi per non affondare.

Tiribocchi 5: Prima volta dall’inizio, paga lo scarso appoggio dei centrocampisti che non lo cercano mai con palloni interessanti. Generoso ma inconcludente, merita sicuramente un’altra chance (69′ Valdes sv.)

Acquafresca 4,5: Primo squillo di un certo rilievo al minuto 89: girata di testa sopra la traversa. Si diceva avesse bisogno di un compagno d’attacco, con Tiribocchi non si trova mai e rispetto a lui si vede ancor meno. Un fantasma.

All. Gregucci 5: Guardando la partita la sensazione è quella di una squadra che non lo segue. Se lui chiede movimenti, prepara le partite e vuole incisività ma in campo succede l’opposto significa che il comandante ha perso il controllo della nave. Ci mette del suo cambiando più volte l’assetto in mediana e togliendo Tiribocchi sul 3-0 per Valdes.

Fabio Gennari

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