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La pioggia non ferma la Granfondo trapiantati

Di Redazione17 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

BERGAMO — La pioggia non ha scoraggiato la carovana della sesta edizione della “Granfondo nazionale trapiantati”, partita stamattina alle 8.45 dal piazzale interno degli Ospedali Riuniti alla volta di Trento. Otto ciclisti trapiantati e altrettanti accompagnatori, con il personale medico e organizzativo, arriveranno nel capoluogo trentino sabato 19 settembre, dopo aver percorso 650 km toccando le città di Mantova, Bologna, Ferrara, Padova e Vicenza. Lungo il percorso il gruppo incontrerà gli studenti delle scuole superiori, il personale delle strutture sanitarie, autorità e cittadini per testimoniare che il trapianto è vita.

A dare lo start i campioni bergamaschi del ciclismo: Felice Gimondi, Paolo Savoldelli e Vera Carrara, tre volte campionessa mondiale nella corsa a punti. Alla partenza, in sella alla sua bicicletta, anche il sindaco di Bergamo, Franco Tentorio, grande appassionato di ciclismo, che ha voluto accompagnare il gruppo fino ai confini della città.

La partenza è stata preceduta dalla consueta cerimonia, che quest’anno si è svolta nella Sala Consiliare degli Ospedali Riuniti e non nel piazzale come da tradizione, a causa del maltempo. A salutare la carovana le autorità locali, i vertici dell’azienda ospedaliera e i tanti medici e operatori coinvolti nel complesso e delicato percorso donazione – trapianto. E’ questa squadra ben rodata e ben organizzata che consente agli Ospedali Riuniti di essere centro di riferimento in Italia e in Europa per i trapianti.

«Ormai da noi i trapianti sono diventati un’attività routinaria – ha spiegato Claudio Sileo, direttore sanitario degli Ospedali Riuniti di Bergamo -. In sei mesi quest’anno ne abbiamo già eseguiti quasi cento. Rendere routinario un sistema così complesso è possibile solo grazie all’esperienza e alla professionalità dei nostri operatori. L’idea del trapianto non deve più spaventare: questi ciclisti sono la testimonianza di come si possa ritornare ad una vita normale, migliore di prima e anche più energica. Per questo la donazione degli organi è così importante: è quell’atto straordinario che rende possibile questa rinascita».

«Questa manifestazione ha un grande significato simbolico perchè vuole rendere evidente come il trapianto rappresenti una nuova vita per coloro i quali ricevono un organo nuovo – ha commentato Velentina Lanfranchi, vicepresidente dell’Associazione Amici del Trapianto di fegato, che ha ideato e organizza la manifestazione -. Ma ha anche un importante obiettivo culturale e pedagogico: tramite gli incontri che abbiamo organizzato lungo il percorso con gli studenti, gli operatori sanitari e le istituzioni vogliamo diffondere la cultura della donazione, perchè è solo grazie a questa scelta, informata e consapevole, che è possibile dare una speranza alle molte persone ancora in lista d’attesa. Ringrazio tutte le istituzioni e gli Ospedali Riuniti per averci aiutato anche quest’anno ad organizzare questa manifestazione così significativa per la nostra associazione».

La parola è passata al direttore generale dell’ASL di Bergamo, Roberto Testa, che ha espresso il proprio personale apprezzamento per l’inziativa, sottolineando quanto sia difficile organizzare un programma trapianti, ricordando il periodo in cui aveva seguito questa attività come Direttore Amministrativo dell’Ospedale Maggiore di Milano. Il prefetto vicario Lucio Marotta ha sottolineato il valore eccezionale dei trapianti e il sindaco di Bergamo, Franco Tentorio, ha ringraziato l’Associazione Amici del Trapianto di Fegato, per la sua generosità e capacità di dare speranza a tanta gente.

Michele Colledan, primario del reparto di Chirurgia III e dei trapianti degli Ospedali Riuniti, ha ricordato come Bergamo sia un centro di eccellenza nei trapianti riconosciuto a livello mondiale e di cui tutti dobbiamo esserne orgogliosi. Mariangelo Cossolini, coordinatore al prelievo e trapianto della provincia di Bergamo e tra gli accompagnatori che seguiranno la Granfondo a bordo dei camper, ha sottolineato l’importanza che questa iniziativa riveste per il suo lavoro, perchè gli consente di diffondere il messaggio della donazione anche oltre i confini bergamaschi e di confrontarsi con altre realtà sanitarie. Lorenzo D’Antiga, responsabile dell’Unità di Gastroenterologia e trapianti pediatrici dei Riuniti, ha voluto ringraziare tutti i partecipanti all’inziativa a nome di tutti i suoi piccoli pazienti trapiantati. Leonio Callioni, nella duplice veste di presidente provinciale dell’AIDO e assessore ai servizi sociali del Comune di Bergamo, si è detto grato a tutti coloro che aiutano a far conoscere l’immenso patrimonio che Bergamo possiede sia nel campo dell’associazionismo che della clinica.

Il colorato gruppo di ciclisti ha poi imboccato via Statuto, destinazione Mantova. La tappa odierna prevede due incontri, il primo con gli studenti del Liceo Scientifico “Pascal” di Manerbio e l’altro, all’arrivo, con i cittadini e le autorità all’Ospedale “Carlo Poma” di Montava.

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