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Politica

Paganoni-Belotti: scambio di battute al vetriolo in consiglio comunale

Di Redazione16 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un momento del consiglio comunale

Un momento del consiglio comunale

BERGAMO — I due personaggi sono belli tosti. Forse i più tosti dell’intera assemblea. E quando vengono in contatto spesso sono scintille. E’ accaduto anche ieri sera in consiglio comunale. Durante una votazione, il leghista Daniele Belotti e Simone Paganoni (Lista Bruni) hanno deciso involontariamente di animare la scialba serata assembleare con uno scontro imperdibile.

Tutto parte da una votazione galeotta in cui è accaduto quanto segue. Mentre il presidente del consiglio comunale Guglielmo Redondi apriva il voto dell’ordine del giorno numero 13 ai consiglieri, Belotti, forse per rinverdire le velleità giornalistiche del suo Tg in dialetto, se ne stava seduto accanto alla collega di L’Eco di Bergamo, nella parte dell’aula riservata ai giornalisti. All’atto della votazione il lumbard faceva cenno alla collega Silvia Lanzani di votare per lui. La Lanzani eseguiva, ma la scena non sfuggiva al Paganoni che, colta la palla al balzo, sbottava: “Signor presidente del consiglio, qui c’è un voto che non quadra. Come ha fatto il consigliere Belotti a votare se non era al suo posto?”. Momenti d’imbarazzo per il povero Redondi che, bontà sua, qualche problema a mettere a fuoco l’intera aula ce l’ha. E mentre il Belotti, pizzicato a tradimento, cercava di raccapezzarsi dall’attacco a sorpresa, Paganoni affondava il colpo: “Ha votato una persona che non esiste in aula. E’ inconcepibile, signor presidente”.

Dall’aula si alzava un vociare agitato, in cui Paganoni riusciva comunque a ribadire al microfono: “Signor presidente, Belotti non era in aula al momento della votazione. Non è valida”. Ma il Belotti stavolta replicava stizzito: “Ma va…sono in aula, non vedi? Paganoni lo sai dove finisce l’aula?” bonfonchiando qualcosa sui confini veri o presunti del “terreno” consiliare. “Ma cosa sei un pianista?” gli ribatteva l’esponente del centrosinistra, riferendosi ai parlamentari che votano illecitamente per i colleghi. “A Pirovano hanno tolto la tessera e tu fai votare la Lanzani?”.

Nello sconcerto generale, il presidente del Consiglio faticava a riprendere il controllo dell’assemblea. In meno di 10 secondi l’aula si trasformava in un’arena, con le opposte tifoserie pronte a “menar le mani”, in senso metaforico ovviamente, sugli spalti. Ci pensava Belotti a risolvere l’impasse, alzandosi dalla zona giornalisti e tornando, imbufalito, al suo banchetto. Mentre Paganoni gesticolava ampiamente ripetendo: “Assurdo, assurdo, qui siamo alla follia”.

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