iscrizionenewslettergif
Lettere Politica

Caso Impastato: risposta a Vittorio Sgarbi

Di Redazione16 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi

In merito alla lettera pubblica sul Giornale e firmata da Vittorio Sgarbi, in cui il critico d’arte dava ragione al sindaco di Ponteranica Aldegani, ecco la risposta del capogruppo del Pdl in consiglio comunale Luca Oriani.

Gentile Sgarbi,

ho letto con curiosità le sue considerazioni in merito alla vicenda che vede protagonista il mio paese. Vivo a Ponteranica, sono consigliere comunale da sei anni nelle fila del Popolo della Libertà e conosco in prima persona la storia della titolazione a Peppino Impastato della biblioteca comunale. Mi spiace dover dire che la versione fornita dal sindaco Aldegani non corrisponde al vero: la precedente amministrazione, convocando i consiglieri capigruppo, ha in due occasioni chiesto una condivisione della scelta di dedicare la biblioteca al giovane siciliano. In entrambe le occasioni sia il capogruppo della Lega, ora vicesindaco, sia il sottoscritto pur preferendo una scelta più locale e legata al territorio non abbiamo avuto nulla da obiettare sul nome di Impastato poiché, anche se con una storia politica ben distante dalle nostre, portava con sé il forte valore simbolico di un giovane che per i propri ideali ha messo a rischio la propria vita. Tutte queste considerazioni prendevano ancora più forza dal fatto che, nel corso dell’anno scolastico, gli studenti delle scuole di Ponteranica avevano seguito un percorso di educazione alla Legalità. Questi sono i punti fermi ufficiali di questa vicenda. In seguito i rappresentanti leghisti hanno cambiato idea e, a mezzo stampa, hanno annunciato l’intenzione di voler intitolare la biblioteca comunale a Padre Baggi, religioso che ha dato molto a Ponteranica, e che merita ben altro trattamento che l’essere tirato per la tonaca in questa polemica.

Perché difendo la scelta dell’intitolazione a Peppino Impastato? Lo faccio per due ragioni: la prima politico-amministrativa, la seconda legata a motivazioni simboliche, che Lei purtroppo definisce “retorica dell’antimafia”.

Sotto l’aspetto politico-amministrativo fatico a comprendere come mai Aldegani e la sua maggioranza, come primo atto dei neo eletti vincitori, abbiano pensato, come Brenno a Roma, di applicare la formula del “vae victis” annullando una decisione che non faceva male a nessuno. Il sindaco ha sostenuto di essere stato costretto a procedere al cambio con la rimozione della targa ad Impastato.

Costretto da chi? Ritengo che se un sindaco non è libero nel suo amministrare deve avere il coraggio di dire chi lo vincola a percorrere certe strade. Lo stesso primo cittadino ha sostenuto con fastidio di avere altre urgenze e che questa vicenda è diventata prioritaria a causa delle minoranze. Se così fosse dovrebbe spiegare come mai su quattro sedute da giugno ad oggi in ben due occasioni la Giunta di Ponteranica ha deliberato in merito alla targa della biblioteca. Da quando in un comune delle dimensioni di Ponteranica, dove i rapporti di forza sono di undici consiglieri di maggioranza contro i sei di minoranza, sono i gruppi di opposizione a condizionare i lavori di una Giunta? Infine il sindaco ha omesso di dire che con la prima delibera del giugno scorso era stata chiesta una deroga al Prefetto di Bergamo affinché si potesse intitolare la biblioteca a Padre Baggi nonostante non fossero passati i dieci anni dalla morte come previsto dalla legge, e che solo dopo il rifiuto del Prefetto si è proceduto con una delibera d’urgenza a fine agosto a rimuovere la targa dedicata ad Impastato. Non poteva aspettare maggio del 2010 quando sarebbe stato possibile procedere al cambio diretto da una intitolazione ad un’altra? L’eliminazione attuale della targa ad Impastato suona come un gesto di arrogante disprezzo verso quella parte di opinione pubblica, di Ponteranica e non, che aveva considerato poco opportuna l’iniziativa della Giunta.  Lei che è sindaco sicuramente saprà spiegarmi dove è il carattere di urgenza di una decisione di questo genere. Io francamente non riesco a individuarlo.

Le ragioni simboliche prendono proprio spunto dalla sua lettera. Indubbiamente la decisione di Aldegani ha attirato l’attenzione su Ponteranica.

Lei parla di retorica dell’antimafia. Anche io non amo i discorsi altisonanti che sono solo le parole al vento, non amo quel tipo di antimafia che distribuisce patenti a manca e un po’ meno a destra. Rispetto però tutti coloro che in terra di Sicilia hanno avuto il coraggio di mettere in discussione il sistema sociale che ha permesso alla mafia di rafforzarsi e di rovinare una terra ricca di storia, cultura e con grandi possibilità. Rispetto questi testimoni e Peppino Impastato è uno di questi. Se dedicare ad un giovane siciliano una biblioteca in un paese della bergamasca è per Lei retorico si deve d’altra parte pensare che per nostra fortuna non abbiamo avuto bisogno di simili eroi nella bergamasca.

Quello su cui mi voglio soffermare è proprio questo aspetto simbolico. Lei ha parlato in modo giustamente entusiasta della Pala di Lorenzo Lotto (a cui sono già intitolate una scuola e una via del paese) e in particolare dell’Angelo dell’Annunciazione che si può ammirare presso la nostra stupenda chiesa parrocchiale. Nel 1521 quando il Lotto dipinse quelle sei tavole non lo fece per il gusto del bello, ma per illustrare attraverso dipinti una storia religiosa. Questo in un’epoca in cui le storie venivano trasmesse al popolo oralmente o visivamente. Il senso della targa a Peppino Impastato è lo stesso. Il fatto che si fosse scelto un testimone come Impastato al termine di un percorso educativo all’interno degli istituti scolastici di Ponteranica, e non sull’onda emotiva legata al film “I cento passi”, rafforza ancora di più la mia convinzione che quella targa deve ritornare al suo posto perché rappresenta non solo una testimonianza, ma soprattutto la volontà di una comunità di educare le nuove generazioni seguendo esempi virtuosi.

Ecco perché ritengo che la scelta di Aldegani sia stata una scelta sbagliata sia nel metodo sia nelle motivazioni, soprattutto alla luce delle dichiarazioni della Congregazione dei Padri Sacramentini che, non informati preventivamente sulla volontà dell’amministrazione di intitolare la biblioteca a padre Baggi, hanno oggi chiesto al sindaco di lasciare l’intestazione ad Impastato visto come testimone di giustizia, ucciso per il suo impegno civile. Padre Baggi ha dato tanto a Ponteranica ed è ricordato con affetto dai molti che lo hanno conosciuto; non merita in alcun modo di essere strumentalizzato. Padre Baggi fa parte del patrimonio di esperienze e di testimonianze di Ponteranica; Impastato ha questo ruolo non solo per i siciliani, ma per tutti i cittadini italiani.

Grazie per l’attenzione

Luca Oriani
Consigliere comunale di Ponteranica (Pdl)

Paganoni-Belotti: scambio di battute al vetriolo in consiglio comunale

Un momento del consiglio comunale BERGAMO -- I due personaggi sono belli tosti. Forse i più tosti dell'intera assemblea. E ...

Harakiri del Centrodestra: al Centrosinistra la Circoscrizione 3

No comment BERGAMO -- Galeotta fu una scheda bianca. Quella scheda bianca imprevista, arrivata non si sa ...