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Cultura

Desolata-mente al Polaresco

Di Redazione15 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Una delle opere in mostra

Una delle opere in mostra

Dal 17 al 27 settembre presso lo spazio Polaresco, Erore propone il tema dell’abbandono e degrado attraverso una mostra dal titolo “Desolata-Mente” composta da scatti fotografici, musiche, suoni ed un cortometraggio.

Le opere intendono comunicare la strana sensazione che si prova a vivere nella mancanza di uno sguardo; di un saluto; nell’assenza dello scambio d’idee; in un luogo dove nel silenzio, il tempo congelato, rivive la memoria. I concetti di degrado e abbandono sono legati alla perdita delle funzioni, quindi del valore delle strutture lasciate a loro stesse. Gli oggetti o i luoghi senza un anima, desolati, ricordano il nostro distacco e la rigidità della nostra vita fianco a fianco. Un processo vicino alla perdita dell’identità, che nella ricerca di un’illusoria sicurezza, mina la tranquillità sociale ed impedisce la facilità delle relazioni tra i soggetti.

Il vivere giorno per giorno e l’esperienza del reale è in ultima analisi ciò che accomuna tutti gli esseri umani. Sperimentare la realtà quotidianamente significa relazionare/collegare pensieri ed epoche differenti, confrontare corpi e oggetti, scoprire mondi di interrelazioni possibili. Quando questo non avviene vengono generati mondi interiori impermeabili che non hanno come scopo quello di tradurre la realtà mettendola in comunicazione con l’uomo, ma fungono da sbarramento, per proteggere e isolare l’uomo. In questa chiusura tutto accade all’esterno e l’uomo diviene spettatore di voci incomprensibili. L’interno e l’esterno si distaccano, allontanandosi e la soglia (il confine, il compromesso) diviene l’unico labile mondo possibile.

Erore viene fondato nel settembre 2007, opera principalmente in Lombardia ma si sta aprendo ad ambienti esterni (Barcellona, Valencia, Londra, Firenze, Milano).
Nasce dall’idea di quattro giovani, che avvertono il bisogno di un cambiamento del ritmo e dello stile di vita che impone questa società.

Tramite l’arte cercano di sfuggire alla routine per scovare nel quotidiano la curiosità verso la vita, mettendo a disposizione attraverso le loro forme di espressione, la traduzione delle emozioni, siano esse positive o negative. Gli elaborati hanno lo scopo di fissare emozioni in modo da trasmetterle agli osservatori, diversamente volta per volta.

Gli artisti che espongono sono: Simone Marchi ha studiato Grafica, vive a Torre Boldone. Ha come passione la fotografia; lavora con riprese e montaggi video. Ora si dedica a progetti come polarTV e Capoeira. Mauro Pellegrini ha studiato Grafica pubblicitaria, vive a Firenze e studia Fotografia alla Libera Accademia di Belle Arti. Lavora con la fotografia e i video. Carlo Leone è iscritto alla facoltà Scienze e Tecniche Psicologiche al San Raffaele. Ascolta, suona, scrive e sperimenta l’espressione di percezioni attraverso il suono. Stella Asia Consonni studia fotografia a Londra. Si interessa di teatro e danza. Lavora come freelance in campo fotografico.

L’inaugurazione della mostra è prevista giovedì 17 settembre alle 19 al Polaresco di Longuelo. Sarà possibile visitare l’esposizione tutti i giorni dalle 15 alle 19, mentre il fine settimana dalle 19 alle 24. L’ingresso libero.

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