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Atalanta, Gregucci non molla: nei momenti di difficoltà mi esalto

Di Redazione15 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il tecnico atalantino Angelo Gregucci

Il tecnico atalantino Angelo Gregucci

ZINGONIA – Le parole, in questo momento, servono a poco. Angelo Gregucci è come sempre molto disponibile davanti ai taccuini, ben 25 minuti di conferenza stampa per rispondere, spiegare, capire.

Forse non servirà all’Atalanta per trovare la via del successo. Sicuramente il tecnico pugliese ha fretta di andare sul campo per lavorare. Quella si che è l’unica strada per uscire da questo brutto momento.

Mister Gregucci, la serie nera continua…
Il problema principale è quello del gol. Domenica siamo anche stati anche un pò sfortunati. Non mi piace tirar fuori questi argomenti ma è stato così. Secondo me la squadra non gioca male, manchiamo un pò di velocità, e nei tiri in porta le statistiche dicono che siamo una delle squadre che tirano di più. Ci vuole più determinazione.

L’intesa Doni – Acquafresca sembra lontana dall’essere raggiunta. Pensa a Tiribocchi per migliorare le cose?
E’ evidente che in avanti c’è da lavorare e da sistemare i meccanismi. Tiribocchi è stato, è e sarà un giocatore importante. Nelle prossime gare troverà spazio, non chiedetemi ora con quale partner ma succederà. Il turnover in questo momento lo decide un pò anche il medico, io cercherò di mettere in campo quei giocatori che mi danno più garanzie sia tecniche che fisiche.

Contro la Sampdoria Valdes/Ceravolo e Tiribocchi/Acquafresca sono stati cambi un po’ a sorpresa…
Con Valdes, abile a puntare l’uomo per cercare l’uno contro uno, ho cercato la superiorità sull’esterno. Ceravolo ha fatto bene ma in quel momento la ricerca della profondità era problematica visto che la Sampdoria con un uomo in meno si chiudeva molto. Potevo anche togliere Guarente, che secondo me può dare molto di più, e spostare Padoin interno, ma ho preferito fare diversamente. Contro il Genoa nel finale abbiamo fatto tanti lanci lunghi nel cuore dell’area senza costrutto, mantenendo il gioco sugli esterni domenica sono arrivati i pericoli finali: ecco perchè Tiribocchi è entrato in luogo di Acquafresca e non al suo fianco.

Gli avversari non vi sovrastano ma vincono. Significa che ci sono solo dettagli da sistemare?
Dobbiamo avere pazienza, lavorare sodo e andare avanti su questa strada. Adesso i risultati sono negativi per noi, paghiamo carissimo ogni errore. Prendete il gol della Samp: si poteva spendere un fallo prima, si poteva difendere con più attenzione e incisività su Cassano, si poteva far meglio la diagonale. Sfumature che diventano decisive quando prendi gol e non ne fai.

Sente ancora fiducia nella squadra?
Adesso la testa è fondamentale. Io a fine gara ho sentito applausi per l’Atalanta. Questo non deve far calare la tensione ma anzi aumentarla perchè ho un gruppo con valori importanti e sono certo che ne usciremo. Sappiamo cosa dobbiamo fare, non lo facciamo con la giusta velocità ma questo si migliora solo sul campo.

I suoi detrattori rimarcano lo score di Gregucci allenatore: otto partite in serie A, solo un pareggio…
Nella mia carriera nessuno mi ha mai regalato niente. In questi momenti ho sempre messo l’elmetto e tirato fuori la baionetta. Sono pronto a combattere, le difficoltà mi esaltano e non ho mai pianto o accampato scuse perchè tutto gira male. La fortuna è meglio averla, io non ci penso e cerco solo di migliorare: rispetto a Lecce ho una squadra forte ed un gruppo importante, usciremo da questo momento molto presto.

Fabio Gennari

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