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Emozioni e applausi per il ritorno di Del Neri

Di Redazione14 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La curva premia Luigi Del Neri prima del match (foto Mariani)

La curva premia Luigi Del Neri prima del match (foto Mariani)

BERGAMO – Che sarebbe stato emozionante, lo sapevano tutti. Dopo le due splendide stagioni alla guida della Dea, Luigi Del Neri è tornato domenica scorsa con la sua Sampdoria a Bergamo e non è stata una giornata come le altre.

Al novantesimo sono arrivati tre punti immeritati ma molto preziosi, in classifica i suoi ragazzi guardano tutti dall’alto in basso ma in cuor suo il “furlan” non può gioire con piena soddisfazione.

I blucerchiati sono arrivati in città sabato pomeriggio, quartier generale fissato all’Hotel San Marco. La vista dalle camere è bellissima, le mura ed il profilo di città Alta sono lì a due passi.

Il sole sta’ per tramontare, davanti all’ingresso non c’è praticamente nessuno e tutto sembra tranquillo. Due passi prima della porta scorrevole spunta il pizzetto inconfondibile del prof.  Roberto De Bellis, preparatore atletico e fidati collaboratore del tecnico friulano.

Uno sguardo, un caloroso abbraccio e subito via con il racconto delle emozioni. Genuine, sincere.

“Ho scelto il posto in prima fila vicino all’autista – racconta De Bellis parlando del viaggio in pulman – proprio per godermi ogni dettaglio dell’arrivo a Bergamo. In autostrada le emozioni sono iniziate ben prima del casello, siamo ritornati a casa ed anche se ora lavoriamo per la Sampdoria è impossibile dimenticare le ultime due stagioni vissute con l’Atalanta”.

Pensi ai protagonisti del pallone come uomini di ghiaccio con in testa solo il denaro. Ti trovi di fronte a uomini con cui hai condiviso interviste e discussioni, scopri che qui hanno lasciato un pezzo di cuore.

E’ quasi ora di cena, nella hall sfilano Zauri e Cassano, Mannini e Castellazzi. Del Neri è in una saletta appartata insieme ad alcuni amici. Prima di andare a mangiare mi viene incontro come successo tante volte a Zingonia. Stretta di mano, fiumi di parole. Atalanta e Sampdoria, giocatori e moduli.

Le due frasi più belle però arrivano alla fine. Si parla di emozioni, Del Neri allarga le braccia, i suoi occhi sono più chiari di qualsiasi concetto. “Sono tornato a casa. Due anni così non si dimenticano. La città, la gente, i tifosi, l’Atalanta. Adesso c’è Gregucci, dategli tempo perchè non è mai facile cambiare”.

L’ultima annotazione è tecnica. “Credo possa essere importante Mannini contro Garics”. La rete decisiva è proprio quella dell’ex bresciano. Profezia? No, perfetta lettura di una situazione di gioco.

La Sampdoria ha avuto fortuna, con il tempo avrà anche una bella manovra perchè Del Neri insegna calcio. E i suoi ragazzi sapranno impararlo.

Fabio Gennari

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