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Editoriali Sport

L’Atalanta è in crisi? Sì, ma solo di risultati

Di Redazione14 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Robert Acquafresca (foto Mariani)

Robert Acquafresca (foto Mariani)

BERGAMO – Quando sei fermo a quota zero dopo tre giornate è palese che ci sia qualcosa che non va. L’Atalanta perde, non segna e subisce gol alla prima disattenzione.

Dipinto così, il quadro è desolante. I tifosi rumoreggiano, qualcuno vorrebbe la testa di Gregucci ma onestamente non è lui il problema principale.

Lazio, Genoa e Sampdoria. Tre avversarie di livello, la prima capace di battere l’Inter in Supercoppa. Il grifone ha demolito Roma e Napoli, le due genovesi sono in vetta alla classifica. Nessuna di loro però è stata superiore ai nerazzurri.

A Bergamo non abbiamo visto l’Atalanta messa sotto, per gli altri solo difesa e contropiede. Contro la Sampdoria, Del Neri ha preso tre punti ma la sua squadra ha fatto francamente una magra figura, l’Atalanta ha giocato con buona determinazione nella prima frazione di gioco.

L’espulsione di Tissone poteva favorire i nerazzurri, il gol di Mannini però ha bloccato gli atalantini fino ai minuti finali in cui anche la buona sorte ha voltato le spalle.

Gregucci con Ceravolo e Caserta dall’inizio e Padoin a sinistra aveva azzeccato le mosse. I cambi però non hanno convinto del tutto e non per l’uscita di Acquafresca.

Valdes può fare di più, ha messo lo zampino nelle tre occasioni più importanti della ripresa ma per come andava la partita non era Ceravolo il giocatore da togliere. Doni, in condizioni precarie e molto nervoso, oppure Guarente le scelte forse più giuste con il capitano arretrato in un centrocampo che senza Tissone dava costante superiorità ai nerazzurri.

Dicevamo del cambio di Acquafresca. La tribuna all’ingresso di Tiribocchi ha fischiato Gregucci come se stesse togliendo Messi o Cristiano Ronaldo per mettere un primavera.

Il centravanti piemontese andava tolto anche prima del 68’. A parte due tiracci da fuori non si ricordano azioni rilevanti, verissimo che lui è pericoloso dentro l’area ma è giusto pretendere che sia la squadra a giocare per lui? Tiribocchi ha fatto meglio sia in zona gol che nei movimenti.

Contro il Genoa l’ex leccese vicino ad uno statico Acquafresca non aveva prodotto pericoli, Gregucci ha provato fino alla fine con gli esterni larghi e le occasioni sono arrivate.

Il momento è difficile, inutile nascondersi. Però la squadra c’è, migliora ed anche stavolta non è stata per nulla fortunata. Un altro stop a Bari potrebbe portare a ribaltoni importanti, adesso però serve ritrovare quei giocatori chiave che non stanno rendendo a dovere.

Un esempio? Tiberio Guarente. Errori banali, poca brillantezza ed un’involuzione preoccupante del giocatore pisano che oggi pesano tantissimo sul rendimento della squadra.

Dietro sono arrivati tre gol in tre partite, tutti tremendamente pesanti. Qualche errore può succedere, l’Atalanta di oggi li paga puntualmente a carissimo prezzo. La soluzione? Il lavoro, non c’è altra strada. Tutti devono sentirsi in discussione, le colpe non stanno soltanto in panchina. Pensarlo sarebbe pericoloso, significa chiudere gli occhi davanti all’evidenza dei fatti.

Fabio Gennari

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