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Samp, Atalanta in campo con l’incognita Barreto

Di Redazione12 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il paraguaiano Barreto è in dubbio

Il paraguaiano Barreto è in dubbio

ZINGONIA – Un dubbio ed una conferma. Alla vigilia dell’importante impegno casalingo contro la Sampdoria, il tecnico atalantino Angelo Gregucci è sereno.

La formazione è praticamente fatta anche se le condizioni del paraguaiano Barreto non sono perfette e quindi l’ultimo tassello deve ancora essere sistemato.

Mister, le condizioni di Barreto e l’impiego di Ceravolo. Può dirci qualcosa in merito?

Per quanto riguarda Barreto non si tratta di stanchezza, il dubbio è legato ad un dolore che il ragazzo sente al metatarso del piede destro. Stò ancora valutando, Radovanovic o Caserta sono le alternative. Sulla destra poi cercheremo velocità e profondità, Ceravolo nelle ultime due amichevoli è stato provato in quella posizione e mi ha dato le risposte che cercavo. E’ una seconda punta veloce con ottima gamba, penso possa muoversi in quella zona con buoni risultati

Formazioni quindi praticamente fatta per cercare la prima vittoria.

Credo meritassimo di più nelle prime due sfide. Contro la Sampdoria sarà una gara difficile ma io preparo la mia squadra sempre per cercare i tre punti. Vedremo cosa dirà il campo, certamente servirà un’Atalanta attenta e battagliera che in tutte le zone del campo metta intensità e grinta.

Certo che Cassano e Pazzini sono due brutti clienti. Ha preparato qualcosa di particolare?

Ci vorranno attenzione e concentrazione. Non sono fautore di gabbie o atteggiamenti particolari, se la squadra è equilibrata e si muove bene possiamo difendere senza problemi. Ci vorrà grande applicazione sia nella fase di possesso palla che in quella difensiva, per ora la squadra penso faccia meglio quando deve manovrare ma lavoriamo per migliorare, sempre.

Una squadra ancora in rodaggio quindi. Quanto tempo crede possa servire per vedere l’Atalanta di Gregucci?

Quello è scaduto, il campionato è partito. Certamente ci vuole del tempo per assimilare concetti nuovi e questo si ottiene solo con il lavoro. Farlo con l’euforia di una buona classifica centrando qualche vittoria sarebbe ancora più facile.

A Bergamo torna Del Neri, un confronto è inevitabile. Sente la pressione dei risultati ottenuti dal suo predecessore?

Credo che un allenatore non decida le sorti di una squadra. Il nostro compito è organizzare, preparare e disciplinare la squadra, in campo poi ci vanno i giocatori. Non ho mai visto un allenatore entrare e siglare in rovesciata il gol decisivo, non sento questa pressione perchè il mio pensiero è completamente rivolto alla preparazione della partita.

Domani il pubblico sarà tutto per voi, domenica a Bari sarete di nuovo soli come successo a Roma. Cosa pensa di questa situazione?

Io credo in un calcio dove la gente porta i figli allo stadio per l’emozione che ti da. Questa Tessera del tifoso è una schedatura che non mi convince, in generale manca una cultura sportiva di un certo tipo e poi si arriva a situazioni come questa. Mi spiace, ricordo la mia prima volta allo stadio dove come ogni bambino guardavo ogni piccolo particolare: è stato un colpo di fulmine, come quello tra un uomo ed una donna.

Fabio Gennari

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