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Lettere Politica

Caso Impastato, Matteo Rossi (Pd): Pirovano si dissoci

Di Redazione11 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Una targa in ricordo di Peppino Impastato

Una targa in ricordo di Peppino Impastato

Caro Direttore,

delle tante opinioni scambiate in questi giorni con amici e conoscenti riguardo alla vicenda di Ponteranica, dove il sindaco leghista ha deciso di rimuovere la targa e l’intitolazione della biblioteca comunale dedicate a Peppino Impastato, quella che più mi ha colpito è di un amico che ha militato prima in Alleanza Nazionale ed ora nel Pdl. Le sue parole sono state: “A mio avviso il caso di Ponteranica è uno di quelli dove l’Italia non vuole essere nazione e madre dei proprio figli. Peppino è certamente un figlio d’Italia, il suo nome è giustizia ed onore”.

Parto da qui per dire che la scelta del sindaco Aldegani non può essere collocata dentro lo schema del folklore o dello sbandieramento dell’identità locale. Non stiamo parlando di un cartello in dialetto, né dei telegiornali in bergamasco del Belotti. Non è una bizzarria neoidentitaria. È una scelta infelice, sbagliata e culturalmente pericolosa perché attacca un simbolo. La memoria civile di una nazione si costruisce proprio attraverso i simboli, e spesso anche i nomi delle nostre strade e dei nostri edifici pubblici hanno la possibilità di innescare una ricerca, il desiderio di conoscere persone che è giusto ricordare, e il perché è giusto farlo. I valori e la testimonianza che hanno dato, le scelte per le quali hanno dato la vita.

E che messaggio trasmette il Sindaco Aldegani ai suoi cittadini, in particolare ai più giovani, se non che la storia e i valori che Peppino Impastato ha testimoniato, in primis la lotta alla mafia e l’impegno politico contro la criminalità organizzata, siano da considerare sbagliati, o quantomeno di serie B? E’ questo ad essere inaccettabile, così come l’utilizzo strumentale della figura di un uomo religioso come Padre Baggi per giustificare tale scelta.

Il Sindaco di Ponteranica, esponente della Lega e rappresentante di una istituzione della Repubblica italiana, ha compiuto un gesto sbagliato dal quale spero i suoi colleghi di partito vorranno dissociarsi. Non si può derubricare questa vicenda ad una diatriba locale, e il silenzio equivarrebbe ad una complicità di fatto. Per questo voglio chiedere al Presidente Pirovano (al quale questa lettera viene mandata per conoscenza) di compiere due gesti.

Primo: dissociarsi pubblicamente dalla scelta dell’amministrazione di Ponteranica ribadendo l’impegno della Provincia a sostegno di tutti coloro che si battono contro la criminalità organizzata e in particolare contro la mafia, anche a Bergamo. Secondo: invitare i Sindaci della bergamasca a promuovere l’intitolazione di vie e biblioteche comunali alla memoria di Peppino Impastato.

Proprio perché la comunità bergamasca esce da questa vicenda con un notevole danno d’immagine che non merita e al quale occorre subito riparare, serve un gesto forte di chi la rappresenta ai massimi livelli. Per questo voglio sperare che il primo rappresentante del nostro territorio non perderà l’occasione per dimostrare di essere il presidente dei bergamaschi e non solo di una parte di essi.

Matteo Rossi
consigliere provinciale Partito Democratico

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