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Economia

Marcegaglia: fuori dal tunnel, ma ci aspettano mesi difficili

Di Redazione9 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La presidentessa di Confindustria Emma Marcegaglia

La presidentessa di Confindustria Emma Marcegaglia

La ripresa si avvicina ma sarà lenta e in salita. Lo dicono le stime del Centro studi di Confindustria (Csc) che prevede un calo totale dell’occupazione di 700 posti fra il quarto trimestre 2008 e il quarto trimestre 2010, con 577 mila posti persi nel corso del 2009 e altri 120 mila l’anno successivo.

Il Csn stima che la domanda di lavoro potrà tornare a crescere solo dal secondo semestre del 2010. In questo quadro le ore di Cig sono vicine ai massimi: per Confindustria è ancora prematuro affermare che il ricorso alla Cassa si sia stabilizzato “anche se gli attuali livelli sono superiori ai massimi degli anni ’80 e i dati da maggio a luglio sembrano indicare il raggiungimento del picco”.

Il rischio dello scenario, comunque, è di un “maggiore peggioramento del mercato del lavoro”. Soprattutto per i settori industriali, dove le cadute della produzione sono state molto ampie, il lento e solo parziale recupero dei livelli di attivita’ produrra’ ristrutturazioni, “con conseguente distruzione di capacita’ produttiva e livelli occupazionali piu’ bassi”.

La ripresa dell’economia italiana si conferma “lenta e lunga e perciò insidiosa” e in cui si profilano ancora anni per recuperare i livelli di produzione toccati nel 2007. Lo afferma il responsabile del centro studi di Confindustria Luca Paolozzi, secondo il quale siamo “fuori dalla recessione ma ancora dentro le conseguenze della crisi”. In alcuni settori, inoltre, il recupero dei livelli di produzione “potrebbe non avvenire mai”. E questo e’ quello che “stiamo iniziando a leggere tutti i giorni sui giornali”.

“Siamo fuori dal tunnel della recessione, il peggio è alle spalle, però la crescita sarà lenta e difficoltosa” ha detto la presidentessa di Confindustria Emma Marecegaglia, che annuncia “mesi un po’ complicati da gestire dal punto di vista dell’occupazione. Serviranno grandi ristrutturazioni e riconversioni: non siamo davanti a una catastrofe, ma dobbiamo gestire mesi difficili. Così il Paese ce la puo’ fare”.

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