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Dal Messico all’Atalanta: Layun Prado si presenta ai tifosi

Di Redazione4 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il giovane messicano Layun Prado

Il giovane messicano Layun Prado

ZINGONIA – I tifosi nerazzurri finora sono riusciti ad ammirarlo solamente in amichevole. Nemmeno un minuto ufficiale, qualche convocazione e nulla più.

L’Atalanta, il campionato italiano e Bergamo per lui sono una novità assoluta. Realtà diversa rispetto al suo Messico, tutta da studiare e da capire.

Miguel Layun Prado è il primo giocatore messicano della centenaria storia nerazzurra, arrivato in prova ad inizio luglio ha convinto staff tecnico e società guadagnandosi un contratto.

Nonostante sia in Italia da solo due mesi, il ventunenne esterno destro si esprime senza grosse difficoltà ed i suoi concetti, chiarissimi, sono tipici di chi parte da casa in cerca di fortuna.

Miguel Layun Prado, l’Atalanta è la tua prima esperienza europea. Quali sono le prime impressioni?

Sono davvero contento della nuova realtà. Non avevo mai lasciato il mio paese, anche durante l’ultimo calciomercato c’erano tre richieste da club molto importanti del Messico ma non ho avuto dubbi e ho scelto l’Atalanta

Come mai proprio l’Italia e la maglia nerazzurra?

Qui si gioca un calcio importante, tatticamente penso di poter crescere molto e spero di poter diventare un giocatore completo. Il lavoro quotidiano è molto più intenso rispetto a quello a cui ero abituato, sono un esterno di fascia che può giocare sia alto che basso e quindi la corsa non è un problema.

C’è un compagno con cui hai legato di più?

Sono tutti bravi ragazzi, mi hanno accolto benissimo ma devo dire che con Edgar Barreto il rapporto è ottimo. Anche il mister Gregucci credo sia molto bravo, adesso penso ad allenarmi per farmi trovare pronto quando mi vorrà dare una opportunità.

Quindi le tue aspettative sono quelle di giocare un buon numero di partite.

Sicuramente, sono qui per quello. Sono consapevole che devo migliorare e lavorare ogni giorno ma ho un sogno che vorrei realizzare. Non sono mai stato convocato nella nazionale messicana, spero che giocando in Europa anche questa porta mi venga aperta.

I tifosi qui sono sempre molto caldi. Cosa pensi del pubblico bergamasco?

Impressionante. Sono caldissimi e molto vicini alla squadra, si fanno sentire e dimostrano che ci tengono tantissimo all’Atalanta. Non avevo mai visto un rapporto così speciale, è davvero bello.

Ultima curiosità: quali erano i tuoi idoli da piccolo?

Hugo Sanchez è uno dei più famosi ed ammirati giocatori nel mio paese. Lui sicuramente è stato un idolo per me anche se devo dire che quando avevo 12/13 anni ero molto affascinato dalla classe di Ronaldinho. Il pensiero di affrontarlo, magari addirittura incrociarlo in campo, per me è il massimo.

Fabio Gennari

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