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Politica

Urbanistica: la riduzione di Porta Sud fa infuriare il centrosinistra

Di Redazione3 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il progetto di Porta Sud con il palazzo della Provincia

Il progetto di Porta Sud con il palazzo della Provincia

CENTRO CITTA’ — Parola d’ordine: portare la città a una dimensione accettabile, il più possibile a misura d’uomo. E’ questa la filosofia adottata dall’Amministrazione Tentorio sul famigerato Pgt, il piano di governo del territorio che detta le caratteristiche della Bergamo del futuro. Come promesso in campagna elettorale, la giunta di centrodestra ha intenzione di ridurre – e di parecchio – il programma di sviluppo edilizio messo in campo da Bruni e compagni, quello che era stato definito in senso spregiativo e talvolta a ragione come “cementificazione della città”.

Da quanto trapelato finora, pare che il sindaco e l’assessore all’urbanistica Andrea Pezzotta stiano pensando a un taglio drastico delle volumetrie previste dalla passata amministrazione di centrosinistra. Si parla di mezzo milione di metri cubi in meno. Di certo almeno 250mila saranno sottratti al faraonico progetto da 1,4 milioni di metri cubi denominato “Porta Sud”, ovvero la zona al di là dello scalo ferroviario. L’intenzione è quella di abolire prima di tutto la piattaforma che interrerebbe i binari e su cui dovevano essere costruiti numerosi edifici.

L’iniziativa ha provocato l’immediata reazione del centrosinistra che, per voce di Fiorenza Varinelli, capogruppo del Pd in consiglio comunale, ha fatto sapere a L’Eco di “non essere disponibile allo stravolgimento di interi ambiti come quello di Porta Sud”. Atteggiamento quantomeno singolare: si è disposti a stravolgere con un’immane colata di cemento quanto esiste attualmente, ma non quanto progettato – sulla carta – per il futuro. Misteri.

Quel che invece è chiaro è che Tentorio punta a un incremento della popolazione residente abbastanza ridotto. Nulla a che vedere con i 20mila abitanti in più prospettati da Bruni. Pertanto tagli in vista anche nel residenziale. Per esempio per le quattro torri da 10 piani e più, inserite nel Pgt prima versione.

L’obiettivo palesato dalla giunta è sacrosanto: la salvaguardia dell’identità morfologica e paesaggistica della città, e della vista su Città Alta. Pertanto de profundis ai palazzoni che stonano col contesto in cui andrebbero inseriti, con sommo gaudio dei residenti. Oltre alla ex Sace, finiranno sotto la lente d’ingrandimento – e in molti auspicano anche sotto la scure – le torri da oltre 10 piani previste alla Reggiani, a piazzale Marconi, alla Fintecna, e nella zona della Mangimi Emmetre.

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