iscrizionenewslettergif
Sport

E’ troppo presto per mettere in croce mister Gregucci

Di Redazione3 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'allenatore dell'Atalanta Gregucci

L'allenatore dell'Atalanta Gregucci

Scusino Lor Signori, saccenti e dotti nel pallone, ma il problema dell’Atalanta di oggi è davvero il tecnico Gregucci? Due partite, due sconfitte e nessun gol realizzato. Una partenza falsa in campionato come non succedeva da un po’. Siamo tutti d’accordo, i numeri hanno sempre ragione. Eppure la squadra è la stessa della passata stagione. Acquafresca per Floccari l’unico cambio che tatticamente pesa davvero. Possibile che bastino 180 minuti per iniziare con mugugni incontrollabili, sondaggi tra allenatori in attesa di panchina e illazioni su presunti litigi nello spogliatoio?

I campionati durano trentotto partite. Mogli e fidanzate sopportano e con grande pazienza appoggiano la vocazione pallonara del bergamasco per la sua Atalanta, ma già qualcuno inizia a guardarsi intorno. Perdere non piace a nessuno, sfido chiunque a dire il contrario. Ma dietrologie, rimpianti e sguardi al passato non servono per andare avanti.

Bisogna guardare in faccia la realtà. Quella di oggi si chiama Angelo Gregucci. Il tecnico pugliese non ha esperienza in serie A, è una scommessa della società e non si può pensare di buttare tutto alle ortiche dopo così poco tempo.

Per giunta, l’Atalanta di oggi gioca meglio di quella che vinse le prime tre giornate del campionato scorso. I risultati sono come un bel bicchiere d’acqua fresca quando il caldo è torrido. Ti danno sollievo ma non cancellano i problemi. Nel calcio per risolverli, i problemi, serve il lavoro. Certo che se alleni la Juve e ti chiami Ferrara è facile esordire vincendo. L’Atalanta è diversa, è scritto nel suo dna che servono lotta, sudore e tanta fatica per raggiungere l’obiettivo. Il rumore delle polemiche adesso non fa bene a nessuno, questa ricerca della notizia contro l’unità dello spogliatoio o le capacità del mister è francamente inutile e illogica.

Luca Dirisio, che non è Vasco Rossi ma qualche canzone l’ha messa in giro, scrisse nel 2004 un testo che oggi tutti dovrebbero recitare senza sosta: “Ci vuole calma e sangue freddo”. L’ha avuta il presidente Cellino nella passata stagione, il suo Cagliari dopo cinque giornate era ultimo con zero punti. L’esonero sembrava dietro l’angolo, i risultati parlavano da soli. Non è successo nulla, i sardi si sono ripresi e qualcuno ad aprile parlava di Uefa. E Allegri era all’esordio in serie A, come Gregucci.

Tutti abbiamo ancora davanti agli occhi la bella Dea di Del Neri e Floccari. Quella di oggi un cantiere aperto, ma cambiare il capo in corsa e così presto è la soluzione giusta? Si parla di Delio Rossi, uno che a Bergamo ha regalato sei mesi tra i più emozionanti che si ricordano. Una rincorsa disperata, tifosi in massa in giro per l’Italia e tanto entusiasmo pur senza troppe possibilità. Arrivasse oggi al posto del “Greg” avremmo davvero la garanzia di un filotto da brivido?

Il suo schema è il 4-4-2, alla Lazio gli avanti erano sempre due punte pure. Domando a lor signori, Cristiano Doni riuscirebbe a giocare in quel modo? E l’uomo d’ordine a centrocampo che Rossi spesso usava? Tanti, troppi interrogativi. Se più avanti la situazione dovesse precipitare la logica imporrebbe un cambio. Ma siamo all’inizio di settembre, troppo presto per sparare giudizi. Ricordiamoci tutti del periodo con Rossi, pensando al modo migliore per trascinare Gregucci e i suoi ragazzi fuori da questo momento difficile. Per cambiare c’è tempo, calma e sangue freddo.

Fabio Gennari

Basket, Coppa Italia: la Comark vince a Fidenza

La Comark durante il raduno (foto courtesy www.blubasket.it) FIDENZA -- La Comark Treviglio vince lo scontro con la Siram valido per la Coppa ...

L’Atalanta batte il Pergocrema. In gol Tiboni e Ceravolo

Cristian Tiboni ALBANO SANT’ALESSANDRO – Successo di misura per l’Atalanta nella consueta amichevole di metà settimana. Seppur in ...