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Atalanta, Gregucci risponde alle critiche: non siamo qui per pettinare le bambole

Di Redazione1 settembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Angelo Gregucci durante la conferenza stampa

Angelo Gregucci durante la conferenza stampa

ZINGONIA – Qualcuno aveva dei dubbi sulla grinta di Angelo Gregucci? Dopo la consueta conferenza stampa del martedì a Zingonia dovrà ricredersi.

Deciso, convinto e molto combattivo come ai tempi della Lazio quando in campo era un mastino, il tecnico pugliese ha risposto senza troppi fronzoli alle domande dei cronisti sia sugli aspetti tecnico-tattici che sulle prime critiche arrivate alla sua Atalanta.

Due sconfitte nelle prime due gare, mister Gregucci sente pressione oppure è tranquillo?

Tranquillo è una parolaccia, non c’è eccessiva pressione ma siamo vigili e attenti a quello che capita. Le chiacchere fanno parte del gioco, mio nonno parlava spesso di calcio con me ed io lo ascoltavo. A lui come a tutti ho sempre cercato di rispondere sul campo, sono convinto delle sensazioni che ho e posso assicurare che siamo tutti uniti alla ricerca della forma migliore.

Sono arrivate le prime critiche e su qualche blog si parla di frizioni nello spogliatoio.

Io al lunedì ho il giorno di riposo, non seguo le trasmissioni e nemmeno internet. Sono il comandante di questa nave, vivo il mio spogliatoio e non quello dei ragazzi ma posso dire con la massima serenità che le voci di problemi nel gruppo sono pura fantasia. Non siamo qui per pettinare le bambole, lavoriamo ogni giorno per il bene dell’Atalanta e da quello che vedo tutti remano compatti dalla stessa parte.

Dopo la gara di domenica ha parlato di nuovo di autostima. Ha visto qualcuno giù di morale?

Vedo l’Atalanta che mantiene il possesso palla al 60%, contro due squadre di grande livello abbiamo giocato con il baricentro alto e almeno quaranta metri di campo alle nostre spalle. Dobbiamo mantenere fiducia e stima di noi stessi perchè ciò che ci manca sono gli ultimi venti metri.  Sistemati quelli, credo faremo parecchi gol.

La manovra però è apparsa poco incisiva. Qual’è la sua ricetta per migliorare?

Dobbiamo cercare più ribaltamenti in velocità, il nostro gioco deve essere più avvolgente e viste le caratteristiche delle punte non dobbiamo cadere nell’errore di cercare i lanci lunghi. In avanti abbiamo gente che diventa pericolosa se lavora faccia alla porta, cross dal fondo sfruttando meglio tutta l’ampiezza del campo sono convinto saranno la nostra fortuna. Nella ripresa contro il Genoa ho invertito Padoin e Valdes proprio per questo, soprattutto il cileno tende a puntare l’uomo accentrandosi per la conclusione ma noi spalle alla porta siamo poco competitivi.

Nel finale poi troppi lanci lunghi.

Rispetto alla gara di Roma siamo stati meno incisivi. Un pò per stanchezza, la lucidità nell’ultimo quarto d’ora non è uguale a quella dei primi minuti, ma anche per lo schieramento del Genoa che con l’ingresso di due difensori per certi tratti ha difeso con sei giocatori a centro area.

La rete decisiva è arrivata su palla inattiva. C’è stato qualche errore?

E’ mancata un pò di attenzione sui movimenti avversari. Difendendo a zona si deve seguire la traiettoria del pallone ma un’occhiata agli attaccanti bisogna sempre darla. Moretti e altri due genoani hanno fatto lo stesso movimento centrale, arrivando in corsa è andato più in alto di tutti e ci ha punito ma con un pizzico di attenzione in più si poteva evitare.

Per le prossime gare, prevede un cambio di modulo?

Lo ripeto, l’Atalanta gioca con due linee da quattro e due punte, una di queste è Cristiano Doni. Attraversa un momento particolare, per colpa di alcuni acciacchi non è al top ma migliorerà. Con questo schieramento, applicando in velocità ciò che proviamo in settimana, sono convinto si possa fare molto bene. Certamente abbiamo anche gli uomini per giocare con il 4-3-1-2, questa però è una soluzione da applicare in situazioni particolari.

Fabio Gennari

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