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Influenza: i pediatri fanno retromarcia. Garattini: insensato il rinvio delle lezioni

Di Redazione31 agosto 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Si teme la pandemia di Influenza A

Si teme la pandemia di Influenza A

I pediatri italiani, che domenica avevano lasciato intendere come la loro richiesta fosse appunto quella di un inizio posticipato delle lezioni per contrastare la diffusione del virus, ora fanno retromarcia e correggono ora il tiro.

«Non abbiamo mai chiesto il rinvio dell’inizio delle lezioni», spiega il presidente della Federazione italiana dei medici pediatri, Giuseppe Mele, proponendo invece di prevedere l’eventuale chiusura di uno o più istituti, come peraltro prevede l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), solo nel momento in cui si debba intervenire in comunità di tipo “chiuso”, come appunto una scuola, per circoscrivere un’eventuale diffusione infettiva.

«La Fimp – dichiara Mele – ha semplicemente affermato di condividere questa come le altre raccomandazioni dell’Oms, ma non ha mai chiesto che l’apertura dell’anno scolastico nel nostro Paese venga posticipata. Misura che, peraltro, al momento non avrebbe alcun effetto a meno di non considerare l’apertura delle scuole una variabile a data da destinarsi». Infine la Fimp «auspica che anche in sede di confronto nel tavolo tecnico istituito presso il ministero della Salute partecipino rappresentanti del ministero dell’Istruzione per valutare insieme ogni misura possibile e necessaria per contrastare la diffusione del virus A/H1N1».

Sull’argomento è intervenuto anche il farmacologo bergamasco Silvio Garattini “Non riesco a capire con che ratio si propone di chiudere le scuole… Mi sembra una cosa senza senso”. Il direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, boccia senza appello l’ipotesi di rinvio dell’apertura delle scuole per bloccare preventivamente la diffusione dell’influenza “A”.

“Per quanto tempo le si vuole chiudere? – si chiede Garattini, interpellato dall’Agi – Considerando che il picco dell’epidemia sara’ a novembre, bisognerebbe tenerle chiuse almeno fino al nuovo anno, se non a primavera. Una cosa insensata. Semmai si puo’ pensare, come peraltro gia’ si e’ fatto in qualche caso, a una chiusura mirata di qualche giorno nelle scuole con diversi casi di contagio, ma sono situazioni che vanno valutate caso per caso”. Secondo Garattini, in ogni caso, sulla nuova influenza “c’e’ un’enfasi eccessiva, che ingenera preoccupazione e paure nell’opinione pubblica. Anche sul caso del 24enne ricoverato a Monza si e’ fatto troppo allarmismo: con l’influenza stagionale capitano sempre dei casi di complicazioni con polmonite, come nel caso del giovane ricoverato a Monza. Non bisogna fare di un caso sfortunato una regola e dire che il virus H1N1 si e’ incattivito, si deve dare un’informazione corretta”.

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