iscrizionenewslettergif
Lettere

Al Trofeo Berlusconi trattati come animali

Di Redazione30 agosto 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Lo stadio Meazza di San Siro

Lo stadio Meazza di San Siro

Egregio Direttore,
le scrivo da cronista sportivo appena tornato da una gita di piacere allo stadio di San Siro e gonfio d’indignazione per quanto occorsomi in quanto spettatore pagante del settore ospiti di quel famoso santuario del divertimento pallonaro.

Non diversamente dagli altri occupanti il famigerato terzo anello verde, quello posto immediatamente a ovest del rettilineo comprendente anche box di lusso e tribuna stampa, dopo il termine della partita Milan-Juventus valida per il Trofeo Berlusconi sono stato costretto a rimanere asserragliato in quella sottospecie di gabbia per oltre mezz’ora. Lo speaker, manco si trattasse di una pericolosa disfida di campionato con lo scettro del potere in palio invece che un placido e annoiato test agostano, l’aveva annunciato nel corso del secondo tempo: juventini, buoni e zitti, a fine partita dovete rimanere a disposizione fino a nuovo ordine.

Un accorgimento del tutto inutile, una presunta misura di sicurezza che alla sensazione del superfluo e dell’eccesso di zelo aggiunge il sapore beffardo di una sorta di sequestro di persona collettivo. Trentacinque minuti trascorsi sotto il caldo dei riflettori, in una specie di recinto per fiere: c’è una rete fastidiosissima che copre l’intero settore, come dire che gli spettatori lancerebbero oggetti su chi siede al secondo anello…(il campo è fuori portata).

Come se non bastasse, complice il calore dei riflettori, la caldissima giornata agostana milanese ha contribuito ad alzare la temperatura interna ed esterna degli sventurati. Con l’unico bar sulla rampa d’accesso accuratamente chiuso a doppia mandata, giusto per infierire in modo creativo sui calciofili torturati del lunedì sera.

Migliaia di appassionati lasciati in balìa dell’afa, senza possibilità di reidratazione, come bestiame minuto all’ammasso. Cittadini depositari di diritti e in possesso di biglietto nominativo trattati alla stregua di pericolosi criminali. All’uscita, poi, tutti in fila indiana, con aggravio di fatica fisica, di botte di caldo tremende e spintoni dei meno oxfordiani del gruppone.

Nessun problema, ovviamente: i benpensanti, in questo nostro Paese abbonato agli eccessi (sia di lassismo che di inopportuna severità), sono pronti a stracciarsi le vesti solo per i clandestini che inscenano gazzarre indegne nei Cpt. Ma che il calcio, spettacolo e momento di evasione popolare per eccellenza, venga derubricato a sceneggiata con aggravio di perdite di tempo e salute per chi l’indomani deve recarsi al lavoro, è sintomatico della totale perdita di senso della realtà che ormai impera sovrano. Alla faccia di chi paga credendo di assistere a qualcosa che gli renda meno grigi gli orizzonti quotidiani.

Cordiali saluti,
Simone Fornoni

Misiani (Pd) porta la vicenda Myair in parlamento

Il deputato bergamasco del Pd Antonio Misiani Egregio Direttore, l'iniziativa promossa dal Movimento Consumatori in relazione alla vicenda Myair merita un convinto sostegno. ...

Angeloni (Pd) scrive alla Comunità musulmana

Festa islamica a Paderno Caro amico musulmano, dopo aver letto il giornale di oggi ho deciso di scriverti, un po’ ...