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Scuola

Tagli: a Bergamo 500 posti per supplenze annuali in meno

Di Redazione28 agosto 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Cinquecento posti in meno per le supplenze annuali

Cinquecento posti in meno per le supplenze annuali

BERGAMO — Dal primo settembre prossimo saranno circa 18mila le persone che non troveranno più un contratto di lavoro nella scuola. Lo sostiene la Cgil che ha diffuso oggi un comunicato sulla scuola pubblica in cui si afferma che “i tagli, oltre ad abbassare l’offerta formativa delle scuole e a creare forti difficoltà nella gestione della didattica (classi numerose, nessuna compresenza, ecc…), metteranno sulla strada migliaia di lavoratori”.

Secondo Tobia Sertori, il segretario generale provinciale della Flc-Cgil di Bergamo, sindacato di categoria che si occupa di scuola e università, “nella nostra provincia, rispetto all’anno scolastico scorso, circa 500 persone (molti con famiglia a carico) non avranno più la cosiddetta supplenza annuale, dopo anni di lavoro come precari nella scuola. Un’emergenza che da tempo abbiamo sollevato. Apprendiamo ed accogliamo, quindi, con soddisfazione la volontà dichiarata dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni di voler estendere la protezione degli ammortizzatori sociali anche ai precari della scuola. Meglio tardi che mai”.

La questione era stata posta dalle organizzazioni sindacali confederali regionali e di categoria fin dallo scorso 16 gennaio in occasione dell’incontro con la Regione sul tema del nuovo dimensionamento del sistema scolastico.

“Già in quell’occasione – continua Sertori – come Flc-Cgil avevamo discusso del tema del precariato così come anche nei successivi incontri del 19 marzo, del 25 maggio e del 21 luglio come anche durante la trattativa dell’accordo regionale sugli ammortizzatori in deroga. Se è vero che il problema dei precari ha dimensione nazionale, è altrettanto vero che alcune Regioni si sono mosse in modo non omogeneo e indipendentemente da un’intesa nazionale. E’ necessario, quindi, che sia predisposto una “piano nazionale” con un intervento legislativo che garantisca a tutti i “precari disoccupati” di beneficiare degli ammortizzatori sociali. Purtroppo, però, l’incontro del 26 agosto tra Ministero e organizzazioni sindacali su questo tema non ha raggiunto alcuna soluzione definitiva”.

L’ipotesi su cui si sta cercando di lavorare parla di un’indennità di salario per 8 mesi, la messa a disposizione dei lavoratori per le supplenze nelle scuole ed un riconoscimento giuridico al personale. “Si passi, ora, dalle parole ai fatti – conclude Sertori -, servono regole e atti legislativi nazionali e finanziamenti chiari per tutelare l’assenza di reddito per migliaia di lavoratori (e per le loro famiglie) che per anni hanno dato il loro servizio, da precari e dopo il superamento di concorsi e corsi universitari, alla scuola pubblica italiana”.

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