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Lazio-Atalanta vietata ai bergamaschi. Ma la legge è uguale per tutti?

Di Redazione11 agosto 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La Curva Nord in Costa Azzurra durante l'amichevole contro l'Al-Hilal

La Curva Nord in Costa Azzurra durante l'amichevole contro l'Al-Hilal

BERGAMO — La cosa brutta è che si sapeva. Difficile capire alcune differenze, impossibile condividire la logica della disorganizzazione. Il tema “ultras in trasferta” è delicato, lo sanno tutti. Però succedono cose strane che fanno davvero arrabbiare.

Lazio – Atalanta, esordio in campionato programmato per domenica 23 agosto, sarà off-limits per i tifosi bergamaschi. Lo ha deciso la scorsa settimana il Casms, organo predisposto dal governo per la vigilanza sulle manifestazioni sportive.

Ancora una volta pagano i tifosi nerazzurri visto che la loro possibile “discesa su Roma” è stata considerata alla stregua di una calata dei barbari.

L’inizio non è incoraggiante e non pensate solo al divieto imposto. Ci sono gare inspiegabilmente trattate in modo diverso. Qualche esempio? Troppo semplice. Ai sostenitori del Napoli è stato permesso di recarsi a Palermo. Esattamente un anno fa, sempre alla prima giornata, i partenopei si resero protagonisti di una vera e propria guerriglia alla stazione Termini di Roma. Pagarono nei mesi a seguire, ma come mai, in notturna, viene permesso loro di muoversi senza problemi?

Roma-Juventus del 30 agosto godrà dello stesso trattamento, idem Atalanta-Genoa.  Peccato che nella passata stagione non fu registrato nessun problema a Genova per i seguaci della Dea sia con il grifone che contro la Sampdoria. Sono numerose invece le segnalazioni di scontri e accoltellati tra gli ospiti dei sostenitori romanisti. L’Olimpico pieno permette a Sky di fornire un bel prodotto quindi i colori bianconeri servono all’alta definizione?

La domanda è davvero scontata. Dove sta la logica?  Si sono fatte scelte incredibili, dall’abolizione delle trasferte organizzate ai divieti dentro gli stadi sempre più forti.  Si cerca di gestire un movimento, piacciano o non piacciano gli ultras sono una realtà diffusa ovunque, favorendo la dispersione invece dell’organizzazione.

Sono meglio un centinaio di furgoncini autonomi sulla Salerno – Reggio Calabria nei giorni di contro esodo o un treno speciale da Bergamo a Roma?

In Germania, dove le trasferte le organizzano le società che sono quindi direttamente coinvolte, o in Inghilterra, sono tutti dei maghi?  All’estero ci sono strutture nuove e stadi pieni. Da noi dei mostri edilizi spesso derogati e un calo di presenze in costante aumento.

E’ tutta colpa dei barbari ultras? Non parliamo di una congregazione di suore orsoline, loro sono i primi a riconoscerlo. Però addossargli ogni addebito sembra francamente troppo.

Per chi sbaglia c’è il Daspo, lo dice la legge.  Vietare un diritto, quello di assistere alle manifestazioni sportive pagando regolare biglietto, per nascondere l’incapacità di gestirlo non è una soluzione ma semplicemente un sopruso. Ai tifosi nerazzuri è già successo l’anno passato a Cagliari: tagliando in mano sono stati obbligati ad “ammirare” i parcheggi del Sant’Elia. Quando è discriminatorio, il pugno duro, fa ancora più arrabbiare.

Fabio Gennari

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