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Lutto nel calcio: è morto il trevigliese Orlando Rozzoni

Di Redazione10 agosto 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il trevigliese Orlando Rozzoni

Il trevigliese Orlando Rozzoni

TREVIGLIO — E’ mancato l’8 agosto all’età di 72 anni Orlando Rozzoni, ex calciatore, uomo di grandi qualità, persona eccezionale con modi d’altri tempi, un vero Signore, con la S maiuscola. Non è riuscito a vincere l’ultima partita della sua vita, quella più importante; si è arreso solamente ad un male incurabile, dopo che una splendida carriera lo aveva portato ad indossare le maglie prestigiose di Atalanta, Spal, Lazio, Catania partendo dalla sua Treviglio, che tanto amava sino al suo ritorno in città dopo che l’avventura sportiva era per sempre terminata, complice l’età.

Treviglio si è svegliata scioccata dalle prime notizie, incredula, sperava che non fossero vere, ma col passare delle ore la notizia è stata confermata e la Treviglio sportiva è caduta nella rassegnazione.

Se n’era andato prestissimo dalla sua città, meta la vicina Bergamo, per vestire la maglia dell’Atalanta, ancora ragazzo. Alla soglia dei diciotto anni esordisce in prima squadra, in serie A, trascinando nell’entusiasmo e nella passione sportiva l’intera sua cittadina. Le sue doti tecniche ed umane si sono dimostrate indispensabili per una rapida ascesa nel mondo del calcio “che conta” e, a riprova, vanno annoverati i trasferimenti alla Spal, alla Fiorentina, alla Lazio e all’Udinese. Malgrado l’allora mia giovane età, ricordo ancora, il clamore che fece il trasferimento all’Udinese che pagò per il centroavanti ex biancoceleste la fantomatica, “per allora”, cifra di 115 milioni di lire.

Se adottiamo un metro di paragone possiamo ben dire che il trasferimento del nostro “Orlando” può bene essere avvicinato, con le debite proporzioni, a quelli attuali di più noti calciatori mondiali.. La cifra sborsata non ha, invece in alcun modo cambiato il nostro “Orlando”, sì perché a Treviglio Lui era Orlando, per tutti, e a Lui faceva immenso piacere che i più vecchi lo fermassero in piazza e nelle vie cittadine per farsi raccontare le sue gesta più eclatanti o anche qualche considerazione sul calcio attuale.

Non disdegnava mai di colloquiare con chiunque, giovane o anziano, con tutti s’intratteneva cordialmente e gentilmente come era nel Suo animo, con tutti dialogava e esprimeva le proprie opinioni, senza mai imporle ma cercando di condividerle con gli altri. Un ricordo particolare e personale mi sovviene ed è riferito alle sporadiche apparizioni a Treviglio di Orlando quando, da allenatore a Rapallo e in Liguria, ritornava nella sua città ed entrava nella mia tabaccheria per un saluto a mio padre che educatamente chiamava sempre “Signor Prandina”.

Questa visita e questo saluto inorgogliva non poco mio padre che da ex calciatore ed allenatore della stessa Trevigliese si sentiva onorato della visita di Orlando. Adesso che la Sua vita terrena è terminata, ci aspettiamo che ritorni a calpestare i “pascoli azzurri”, le infinite distese verdi del Paradiso, dove l’erba non ingiallisce mai, dove Orlando potrà dall’alto continuare a seguire lo sport che più ha amato e continuerà ad amare i Suoi cari. Ciao Orlando, Treviglio sportiva e l’Italia tutta ti saluta e ti ringrazia per le tue gesta. Arrivederci.

Arturo Prandina

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