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Economia

I sindacati bocciano le gabbie salariali

Di Redazione10 agosto 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il segretario nazionale della Cisl Raffaele Bonanni

Il segretario nazionale della Cisl Raffaele Bonanni

Le cosiddette “gabbie salariali” infiammano il dibattito politico di agosto. La proposta della Lega, rilanciata anche dal premier Silvio Berlusconi d’agganciare i salari al reale costo della vita sul territorio, ha provocato mal di pancia nella maggioranza, dure critiche dell’opposizione, e la reazione veemente dei sindacati.

La Cgil si dice “contrarissima”, perché con la reintroduzione delle gabbie salariali i lavoratori pagherebbero la debolezza del Paese”. “Il lavoro è uguale e dunque deve essere pagato ugualmente in Italia ovunque” ha detto all’Agi la segretaria confederale Morena Piccinnini. Riguardo al Mezzogiorno, “bisogna considerare di più e meglio quel lavoro che invece oggi è profondamente sottovalutato da tutto il sistema delle imprese che scaricano sui lavoratori la loro debolezza in termini di progettazione e capacità di stare sul mercato”.

Bocciatura senza mezzi termini anche dalla Uil. Il segretario Luigi Angeletti ha detto che “le gabbie salariali sono una stupidaggine non condivisa da nessun imprenditore né dalle loro associazioni. Un’idea che si applicava in Italia e in Urss negli anni ’50: due esperienze che si sono estinte negli anni ’90 positivamente nel nostro Paese e in ben altro modo nell’Unione sovietica. Nessuno riesce a dire come potrebbero essere applicate”.

Angeletti boccia anche l’opzione di una scala mobile a doppia velocità. “È una stupidaggine perché il salario e le retribuzioni compensano il lavoro come si fa e non dove si fa. Non c’è nessun imprenditore italiano o associazione di imprese favorevole a un’idea del genere e un motivo, evidentemente, ci sarà”.

Secco no di Raffaele Bonanni. Il leader della Cisl afferma che “se pensassimo davvero di stabilire i salari per legge sarebbe un ritorno all’Unione Sovietica, scavalcando le parti sociali proprio dopo aver definito il nuovo impianto contrattuale che dà forza alla contrattazione locale e aziendale. Non è una proposta seria”. Per il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini, le gabbie salariali “sono un errore, servirebbero solo a penalizzare ulteriormente il Sud”.

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