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Lettere

Prandina (Pdl): un Pd alla deriva diffama i nostri dirigenti politici

Di Redazione4 agosto 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Egregio direttore,

sfidando il caldo infernale di questi giorni, dopo il rientro dalle vacanze, mi reco in centro a Treviglio e con mio grande stupore, sono costretta a fermarmi davanti alla bacheca del Pd locale per leggere un “editto” che implora le dimissioni dell’’onorevole Ettore Pirovano, presidente della Provincia di Bergamo, eletto a larghissima maggioranza. Il fatto contestato al presidente, nonché onorevole, è legato alla votazione alla Camera da parte di un collega con la tessera dello stesso.

Rifletto……. Penso che cose del genere siano già avvenute anche in passato dalla stessa parte politica che ora invoca lo scandalo, senza poi puntualizzare e accettare, come vere, le affermazioni giustificative del nostro presidente della Provincia, persona di cristallina onestà e popolarità riconosciuta dal plebiscitario consenso ottenuto nelle recenti elezioni provinciali.

Non ritengo accettabile che questo Pd, ormai alla deriva politica dopo la “batosta” elettorale, in crisi di argomenti economici, culturali, sociali, si aggrappi a qualsiasi fatto avulso dalle importanti questioni politiche, cavalcando, invece, i sistematici “gossip” riportati dai giornali di partito che cercano, di volta in volta, di diffamare i nostri dirigenti politici.

Anche alcuni mesi or sono, in piena campagna elettorale, ecco che il Pd chiede le dimissioni di Silvio Berlusconi, prima per “l’’affaire” Noemi, poi per “le escort”, tutto solo per cercare di nascondere il vero scopo di questa manovra orientata a dissolvere o prorogare l’’inchiesta sulla sanità pugliese, esplosa in questi giorni grazie ad un solerte magistrato.

Il Pd dovrebbe riflettere e chiedere, invece, le dimissioni dei 15 personaggi della sfera politica del centrosinistra, chiedere inoltre le dimissioni di Vendola (presidente della Regione Puglia), congiuntamente a quelle di Bassolino e della Jervolino dopo il degrado dei “rifiuti” a Napoli che solo Berlusconi è stato in grado di risolvere nei tempi annunciati.

Indubbiamente nessun riconoscimento a questo Governo per il G8, nessun accenno alla ricostruzione de L’’Aquila, nessun commento al calo di reati, nessuna condivisione sulla cantierizzazione di grandi opere, insomma una continua denigrazione fondata sui pettegolezzi e sulle maldicenze. E intanto… il gradimento di questo Governo e del suo Premier si fa sempre più forte grazie anche alle capacità di una classe dirigente che è stata chiamata dal Popolo e per il Popolo a reggere le sorti dell’’Italia in un momento critico per l’economia, per le politiche del lavoro e dell’’occupazione.

Mi sembra invece che a sinistra vada sempre più consolidandosi un vizio di tipo illuministico e cioè la superiorità delle élite, il primato degli intelligenti e dei colti; va da sé che dietro a questo pensiero si perda la vocazione popolare e di conseguenza gli obiettivi culturali e le vittorie politiche. La supponenza di un ceto politico che si ritiene illuminato, gira le spalle alla propria storia, alle vere anime popolari che la alimentavano e che hanno prodotto, molti anni or sono, un grande consenso e un convinto proselitismo di sinistra.

Pinuccia Zoccoli Prandina
Delegata al Congresso del Pdl

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