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Cultura

I cubani: Hemingway perseguitato dall’Fbi

Di Redazione3 agosto 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Lo scrittore Ernest Hemingway

Lo scrittore Ernest Hemingway

Negli anni migliori della sua vita Ernest Hemingway fu perseguitato dall’Fbi e per questo fuggì da Cuba, per evitare le pressioni americane. E’ quanto sostiene Ada Rosa Rosales, direttrice del Museo all’Avana dedicato allo scrittore.

Lo scrittore statunitense, romanziere, autore di racconti e giornalista condusse una vita sociale turbolenta, con quattro matrimoni e diverse relazioni sentimentali. In compenso lasciò ala letteratura mondiale autentici capolavori che sono entrati nella storia.

Mito di intere generazioni, Hemingway ricevette il Premio Pulitzer nel 1953 per “Il vecchio e il mare”, e vinse il Premio Nobel per la letteratura l’anno successivo.

La sua vita sempre al limite lo portò ad avventurarsi in mezzo mondo, spesso con conseguenze drammatiche.

Ma fu soprattutto un’ossessione quella per l’Fbi a non abbandonarlo per tutta la vita, tanto che sul finire fu colpito da crisi maniaco depressive.

Ebbene, ora la Rosale sostiene che l’autore lasciò l’isola caraibica, su cui passo qualche anno della sua vita, per le pressioni del governo Usa, che lo avrebbe considerato un traditore se fosse rimasto a Cuba.

Le “persecuzioni” dell’Fbi (che lo accusava di aver servito il Kgb) secondo la donna sarebbero alla base della “paranoia” che portò lo scrittore al suicidio.

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