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Politica

“Pianisti” alla Camera: Fini ritira la tessera a Pirovano, il Pd all’attacco

Di Redazione27 luglio 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il presidente della Camera Gianfranco Fini

Il presidente della Camera Gianfranco Fini

BERGAMO — La vicenda ha fatto un certo scalpore anche se, in questo caso, chi è senza peccato parlamentare scagli la prima pietra. Accade che il leghista Nunziante Consiglio, durante la seduta di oggi alla Camera, abbia fatto il “pianista”, ovvero abbia votato anche per un collega assente: nella fattispecie il presidente della Provincia di Bergamo, Ettore Pirovano.

Una pratica deprecabile anche se meno grave si talune cose viste in parlamento e dintorni. Un “ditino” sul pulsante del collega assente, che sentitamente ringrazia e incassa. Una “furbata” che non è sfuggita al presidente della Camera Gianfranco Fini, il quale ha ordinato il ritiro della tessera di voto di Pirovano.

E dire che Pirovano in quel momento era da tutt’altra parte. Si trovava a Bergamo, impegnato con la Giunta provinciale. Il presidente della Provincia ha spiegato che si è trattato di un errore del collega Consiglio che, per sbaglio, avrebbe preso la sua tessera dal banco parlamentare e infilata nella fessura errata.

Sarà. Ma la spiegazione in sé è un po’ debolina. E soprattutto non basta a fermare il fuoco di fila del centrosinistra che, in un caldo e annoiante pomeriggio romano, ha scatenato tutti i suoi onorevoli bergamaschi, da Misiani a Piffari. Nel mirino soprattutto il rifiuto di Pirovano di avvalersi del sistema di votazione con le impronte digitali che evita di fatto il fenomeno dei pianisti.

In men che non si dica l’eco della vicenda ha attraversato l’italico suolo più velocemente del Frecciarossa, arrivando in via Tasso a Bergamo. Il gruppo provinciale del Pd ha emesso un comunicato in cui si legge: “Finalmente svelato il misterioso dono dell’ubiquità tanto professato dal nostro presidente Ettore Pirovano: come riuscire a governare la provincia di Bergamo senza rinunciare alla diaria romana?”.

Poi l’ironica risposta: “Semplice, chiedere consiglio al collega On. Consiglio Nunziante, geometra del Carroccio della Val Gandino, nato a Montoro Inferiore (Avellino), che prontamente lo sostituisce allungando la mano per schiacciare il pulsante del posto accanto al suo”.

“Non sarebbe meglio rinunciare ad uno dei due incarichi come già più volte da noi sostenuto durante i dibattiti pubblici e televisivi in campagna elettorale?” continua il Partito Democratico. “Ricordiamo ancora che la provincia di Bergamo è tra le 10 provincie italiane con oltre 1 milione di abitanti. Chi si è candidato ed è stato eletto a governarla deve garantire il proprio impegno a tempo pieno”.

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